— Che desiderate, signore? — diss'ella freddamente. — Ah! ah! signore... mi chiama signore, — gridò. Clara impallidì maggiormente. — Parlate piano, mia figlia riposa: venite nel salotto. — No, voglio rimaner qui! — balbettò Guido. — Si lasciò cadere sopra una seggiola e restò per un momento cogli occhi fissi, quasi vitrei, balbettando fra sé: — Che mi ha detto Nara? Non lo ricordo più. Che cosa sono venuto a far qui?... Ah! sì, ecco il foglio. — E trasse da una tasca del soprabito un foglio che spiegò, mentre Clara, pallida, affranta, stava in piedi dinanzi a lui. — Ecco, — diss'egli continuando a balbettare — voi dovete firmare qui, in fondo, poi vi lascio subito, non temete, non voglio disturbarvi, di là mi aspettano. — Clara, disgustata, ma sempre temendo per sua figlia, prese

