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Keller Saga - Royal Destiny libro 1

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Trafiletto

Theodora Keller Shuber è la prima figlia di Stephan del Kelderdorp e la prima ballerina Marina Rossi, e gemella di Heinrich. Cresciuta lontano dalla frenesia della nobiltà del Kelderdorp, rappresenta il baronato dei Keller Shuber in Danimarca e si focalizza sulla sua passione, la danza, proprio come la madre. Traumatizzata dalla morte dei genitori in giovane età, Theodora giura a se stessa di non innamorarsi mai. Proprio in virtù di questo e per evitare che i fratelli minori siano costretti a seguire l’etichetta e non vivere liberi, Theodora accetta un matrimonio combinato col principe Steven del Kleinsten

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1 - Theodora Keller Shuber
Stavo per sposarmi. Un matrimonio combinato, era stato tutto programmato appena avevo scoperto che la mia sorellastra Elisabeth, si era innamorata di un ragazzo comune. Lei si meritava l'amore, io al contrario no. Non ero una persona cattiva, anzi ero molto mite e gentile con tutti, insignificante se mi si incontrava per strada. Nessuno si soffermava a conoscermi, solo mio fratello e il mio amico Mario mi conoscevano veramente. Non mi considerava nessuno, fin da piccola ero stata una tappezzeria. Sempre alla ombra di mio fratello Heinrich che invece si circondava di amici. Da che avessi memoria, erano sempre stati Gabriel e Thomas. Ma i due avevano dei fratelli più piccoli di un solo anno, e anche questi avevano degli amici, per cui Heinrich era circondato di amici. Non era mai solo, ovunque andassero loro si trascinavano dietro mio fratello e lui spesso portava me. Fin quando se la giocavano tra di loro e io potevo leggere un bel libro mi andava bene. Poi anche mia sorella adottiva, Giaele, era arrivata al Santa Maria e la cerchia si era allargata. Loro sapevano fare amicizia, io al contrario no. Per me era importante leggere, ballare, sognare le scarpette con le punte e diventare come lei, l'angelo della danza. Lei, era mia madre. Ero cresciuta con la sua assenza, poiché dedicava la sua vita al balletto, così sapevo da piccola. Ero cresciuta senza la presenza di un padre, perché un principe, così sapevo. Il mio sogno da bambina era avere un principe come la mia mamma, che era una principessa della danza. Il mio sogno era anche stare con i miei genitori, incontravo la mamma dopo le sue prime, la nonna Mette ci portava a vederle tutte e ogni volta le portavo dei fiori bellissimi. Papà era più difficile da incontrare, nonna Mette ci raccontava che papà viaggiava sempre molto. Ma il mio sogno, quello di vivere felice con i miei genitori, volevo realizzarlo da bambina. Per questo ero sempre brava, diligente e studiosa. Crescendo avevo realizzato un sogno. Ero diventata una ballerina, un'ottima ballerina. Negli anni mi ero affermata come prima ballerina, nonostante stessi in una compagnia di ballo, come mia madre venivo richiesta nelle varie compagnie internazionali per ruoli importanti. La danza era la mia vita e ciò che amavo. Tanto mi bastava. Non avevo bisogno di innamorarmi e vivere nel mondo dei sogni come da bambina. Avevo bisogno di cose concrete! Mi ero mossa per tempo. A ventotto anni e con una carriera avviata potevo permettermi di sposarmi, l'età era perfetta. Non per me, ma per Elisabeth ed Emma. A differenza mia erano cresciute al granducato del Kelderdorp, le avevano educate a diventare delle nobil donne, ciò significava che a diciotto anni avrebbero avuto un ingresso in società in grande stile. Il granduca uscente Emanuel e sua moglie Louise avrebbero messo in mostra la merce a nobili, politici e personaggi influenti. Elisabeth che era innamorata di un normalissimo ragazzo avrebbe dovuto rinunciare al suo grande amore se solo i 'nonni' l'avessero promessa in sposa ad altri. Così quando il passato agosto ero stata alla veglia commemorativa di papà, ne avevo approfittato per chiedere un'udienza con gli anziani principi. Era la prima volta che li affrontavo e mio fratello Heinrich come sempre mi era vicino e mi sostentava. Sapevo che lo avrei stupito con la richiesta che avrei fatto. "È un onore avervi qui. Non ci avrei mai sperato." Ci disse il granduca Emanuel, al suo fianco lo zio Pierre mi sorrise conciliante, invitandomi a rispondere. "Saremmo venuti già se avessimo saputo." Intervenne al posto mio Heinrich. "Che desideravate la nostra presenza." "Siete i nostri nipoti. Ovvio che vogliamo vedervi." Rispose Louise. "Proprio perché vostri nipoti sono venuta qui con una richiesta granduca." Mi allacciai al discorso io. In questo modo avrei anche calmato l'animo di Rich che sapevo avrebbe risposto a tono alle loro affermazioni. "Dicci pure cara." Mi disse accomodante Emanuel. “Sono disposta a prendere marito.” Gli dissi in risposta. Fiera lo guardavo e attendevo. “Un marito scelto da voi.” Era vecchio! Non c'era più nulla in lui del baldanzoso uomo che avevo conosciuto bambina, venti anni fa. L’uomo che aveva separato i miei genitori, ma anche che aveva cresciuto mio padre come suo figlio. Bisogna dargliene merito, era stato cattivo ma anche buono. Adesso era solo un vecchio monarca di ottant’anni e più stanco e triste per gli eventi che gli erano passati davanti. Era stupito dalla mia richiesta, ma non era il solo. “Thea!” Mi chiamò mio fratello. “Cosa?…. Tu non…” “Io l’anno prossimo compirò 28 anni. È l’età giusta per sposarmi, anche per riposarmi un po’ dal mio lavoro.” Dissi a mio fratello. “È l’età giusta per avere un figlio un erede per la casata dei Keller Schubert.” Continuai guardando verso i membri del granducato. “Sono la prima figlia di Stephan Luc Eric Von Keller-Schubert e sono l’unica al momento che può portare avanti la nostra dinastia.” Affermai. Guardai sia i due anziani che il granduca Pierre con sua moglie Amélie. Poi mi spostai su mio fratello e sullo zio Jean Marie che, tanto caro, ci era stato sempre vicino in quegli anni. “Nostro padre…” continuai. “A 18 anni ci lasciò una lettera in cui ci spiegava perché non siamo cresciuti con lui e con nostra madre. Io ed Heinrich sappiamo tutta la verità. Anche quella che voi pensate fosse tenuta segreta. Per questo sono qui, mi offro in sacrificio per le mie sorelle e i miei fratelli. Sarò la sposa di un qualsiasi uomo da voi scelto, questo implicherà escludere dagli obblighi del granducato le figlie che mio padre ha avuto dopo di me.” Conclusi. “Aspetta, Thea tu non puoi fare questo.” Intervenne Heinrich. “Non ascoltatela.” Scossi la testa osservando i monarchi. “Potete dirmi che non state preparando un grande ingresso in società per i tre gemelli?” Chiesi un po’ a tutti. “Ovvio! Diamo le stesse opportunità a tutti i nostri figli e nipoti.” Mi rispose Emanuel. “Se non lo abbiamo fatto con voi…” “Nostro padre non voleva.” Intervenne ancora Rich. “Lui non voleva che facessimo parte della famiglia, non voleva obbligarci ad una vita di costrizioni…” “Avete degli obblighi, tutti.” Mi interruppe Emanuel. “Non è vero.” Disse secco Rich. “Sappiamo tutti che non è vero. E non perché nostra madre era una ballerina di danza classica, figlia di sconosciuti.” Precisò rivelando in modo più esplicito che noi sapevamo, papà non fosse loro figlio. Infatti i nonni non dissero nulla. Cosa avrebbero dovuto dire? Se davano voce alle nostre insinuazioni avrebbero reso tutta la loro finzione reale. “Sapete perché siamo qui oggi?” Chiese Rich ai due. “Veniamo tutti gli anni, da diciassette anni ormai.” La nonna sussultò. Aveva capito, era il reale compleanno di nostro padre. Non eravamo presenti a dicembre, perché lui era nato ad agosto dalla nonna Mette. Per questo mi ero presentata col solo titolo di baronessa Keller - Shuber e per questo avevo chiesto di sposarmi con quel titolo. Ahimè! Nonostante nostro padre fosse figlio di Mette per liberare i miei fratelli dovevo passare attraverso il gran ducato. Ero sicura che papà avrebbe voluto che anche i gemelli sapessero la verità sulle loro origini. Ma fin quando nessuno lo faceva sapere, non potevamo essere noi a dare la notizia ai tre gemelli e la loro famiglia. “Quindi libererete i miei fratelli dai vostri obblighi? Mi sposerò il giorno del loro diciottesimo compleanno, non ci sarà nessun ingresso in società. Il mondo li conoscerà ma in modo indiretto.” Dissi. “Organizzare il matrimonio perfetto per la baronessa di Danimarca Theodora Marine Von Keller Shuber.”

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