Maledizione! Fu un attimo e capii di essere fottutto.
Fissai il viso a forma di cuore di fronte a me, gli occhi dal taglio a mandorla verde nocciola spiccavano sulla splendida pelle olivastra e mi fissavano sconvolti.
Anche io ero sconvolto e il mio uccello stava reagendo alla vista di quella donna esile e piccolina. Perché diamine una ragazza così bella era lì.
Le presi la mano libera dal bouquet di fiori stringendogliela e pantaloni della mia divisa ufficiale divennero ancora più stretti per la reazione del mio uccello.
Le labbra di lei piene e a forma di cuore sorrisero leggermente .
Giusto! Dovevamo sposarci e il celebrante stava richiamando la nostra attenzione.
Mi girai verso di lui e come un’automa seguii la celebrazione e risposi alle domande come mio cugino Leonard mi aveva indicato quella mattina.
Il pensiero andava però alla donna al mio fianco. C’era un lieve profumo di vaniglia a circondarla.
Perché era così bella e sexy? Mi aspettavo che la sposa scelta dalla mia famiglia, fosse una persona brutta, dentro e fuori. Nessuno a ventotto anni chiedeva un matrimonio combinato se non aveva problemi seri.
Avevo escluso a suo tempo qualche handicap poiché Eleonora mi aveva informato che Theodora era una rinomata prima ballerina.
Avevo quindi pensato all’aspetto fisico. Mi ero immaginato una sposa magra, le ballerine lo erano tutte, infatti la figura di mia moglie era sottile, la linea del collo da cigno era elegante e invitante, e cazzo! Al solo pensiero la libido riprese a crescere.
Il viso era perfetto, il fisico non era male, sicuramente aveva un bel carattere, altrimenti non sarebbe mai andata d’accordo con Eleonora.
Perché? Perché aveva cercato un marito imposto dalla famiglia?
Lasciai che la cerimonia scorresse, dovevo agire e comprendere rapidamente come comportarmi con lei ripensando a tutte le clausole che mi aveva fatto mettere nel contratto prematrimoniale.
“Puoi baciare la sposa.” Sentii.
Era già il momento? Mi voltai di nuovo verso la baronessa, anzi no, verso mia moglie.
Mi guardava con quelle labbra invitanti e non potetti esimermi. Chinai il viso sul suo e mi impossessai delle sue labbra.
Appena la sfiorai, l’idea di darle un bacio casto scemò ciò brividi che provai. Poggiando una mano sulla sua schiena la spinsi verso di me e mi concessi un bacio carico di passione. Saggiai il suo labbro inferiore mordendolo, quando aprì la bocca fui lesto nell’’insinuare la lingua e cercare la sua per intrecciarla con passione. Assaporarla fu esaltante come anche essere ricambiato. Non so per quanto tempo durò, forse troppo perché la lascia andare solo quando il celebrante ci presentò alla comunità.
“Signore e signori vi presento il principe e la principessa del Kleinsten.”
Mi allontanai da lei incrociando i suoi occhi color nocciola, le labbra tumefatte e le guance rosse. Avevo deciso, l’avrei trattata come una vera moglie.
A cerimonia finita fui trascinato al ricevimento. Il mio ritardo per quell’occasione mi aveva danneggiato. A parte Heinrich che ormai era di casa, non conoscevo infatti la famiglia di mia moglie.
Quando entrammo nella sala dei ricevimenti Theodora accanto a me fu impeccabile. La accompagnai verso i nostri ospiti, a cominciare da mio nonno Arturo, principe uscente, e dalla nonna Maria.
Il suo inchino e la grazia che dimostrò in quegli attimi, il confronto con i due anziani. Mi dimostrò che in quella settimana aveva fatto la loro conoscenza e si era fatta ben volere.
Ritrovai le stesse sensazioni in presenza dei miei genitori e gli zii.
Fu poi la volta di incontrare sua nonna. “Nonna non sa che è un matrimonio combinato. Le ho accennato un fidanzato lo scorso autunno, quando ancora non era neanche previsto il nostro matrimonio.”
Ero impreparato, quindi agli occhi di sua nonna saremmo dovuti essere innamorati?
“Posso chiederti come ci siamo conosciuti?” Le chiesi provando a immaginare cosa avesse raccontato all’anziana.
“Le ho detto che ci siamo conosciuti dopo una mia rappresentazione. Che ‘lui’ affascinato dalla mia danza aveva iniziato a corteggiarmi facendomi trovare ogni sera dei fiori nel mio camerino. All’ultima rappresentazione si è presentato invitandomi a conoscerci.” Mi raccontò.
“Se ti esibisci a Londra può andare.” Le dissi.
“Ho una casa a Dortmund, ma lavoro e mi esibisco a Londra.” Affermò. “Fa spesso viaggi a Londra?” Mi chiese.
“Dovresti darmi del tu se ci conosciamo da quasi un anno.” Le ricordai. “Comunque per rispondere alla tua domanda, lavoro alla banca centrale di Londra e sto laureandomi in legge alla Inperial London University.” Le rivelai. “Seguo qualche balletto, quindi la tua tesi va bene.”
“Perfetto. Non ho raccontato altro alla nonna, solo di essere rimasta talmente affascinata da aver accettato di sposarla….” Disse fermandosi guardando il mio sguardo ammonitore. “Sposarti.”
Sospirai. “Non pensare a me come al principe del Kleinsten. Ma come a Steven, l’uomo che ti ha corteggiato a Londra.” Le suggerii.
“Ci proverò.” Mi disse raggiungendo un salottino dove trovammo il granduca del Lussemburgo con la moglie e la sorella gemella di questa.
“Nonna! Zii…” lI chiamò lei.
“Theodora.” Sussurrò l’anziano granduca. “Congratulazioni a entrambi per il vostro matrimonio.”
Feci un lieve inchino. “Grazie a voi per avermi concesso in moglie Theodora.”
“Mi raccomando.” Intervenne una delle due donne alzandosi e prendendomi la mano nella sua tremante. Era la gemella di Louise, ma i segni di esperienze dolorose e il Parkinson la facevano sembrare più vecchia della prima. “Abbi cura della mia amata Theodora. Lei ed Heinrich meritano tutto il bene del mondo.” Mi disse stringendomi forte il braccio. Quella donna era impossibilitata dal Parkinson, ma aveva ancora dentro di sé tanta forza e i suoi occhi verdi brillavano di vita e sentimento.
Le sorrisi. “Ho giurato a Dio di amarla e onorarla ed è ciò che farò.” Dissi alla donna.
Lei mi sorrise. Prese la mano della nipote con quella libera e si strinse a noi. “Io vi benedico.”