3 - Theodora

1330 Parole
“Eccoti.” Mi salutò Nora vedendomi nel mio cappottino rosso ciliegia. Le sorrisi raggiungendola e baciandola su entrambe le guance. “Impeccabile come sempre.” Le dissi notando il cappotto avvitato color panna da cui spuntava un pantalone a sigaretta e quadri grigio, bianco e nero. “Disse la più bella delle principesse.” Ricambiò lei. “Quanto starai? Sono contenta che starai da me.” Mi disse. “Sembri raggiante. Dimmi la verità, hai concluso con il tuo principe?” Mi chiese. Lei fece una smorfia. “Sono raggiante perché aspetto un bambino. È di Leonard, ma ancora stiamo tenendo la cosa per noi.” Mi rivelò. Aspettava un bambino! La mia amica era più piccola di due anni e già aspettava un bambino. Ero felice per lei e glielo dissi. Fortunatamente conoscendomi Nora non si aspettò gridi di gioia e saltelli infantili. Le bastarono le mie parole. “Sono felicissima per te! Per tutto!” Dissi includendo anche la sua relazione con Leonard. “Quando nascerà il bambino?” Le chiesi seguendola lungo le strade di Stern. “A fine luglio, sono molto piccola e ho tanto tempo per abituarmi. Sei la prima a cui l’ho detto.” Mi disse. “La prima?” Le chiesi curiosa. Ero sicura che fosse molto più legata con Eleonora che con me. “Non lo hai detto ad Eleonora?” Lei scosse la testa. “Eleonora è cugina di Leonard. Appena l’ho scoperto è stato lui a dirglielo, sai che fra di loro sono molto uniti.” “Capisco. Effettivamente anche io sarei subito a mio fratello una notizia del genere.” Affermai indicandole un negozio dal quale veniva un delizioso profumo. “Biscotti all anice stellato?” Proposi. Lei mi sorrisi. “Con una bella cioccolata calda. Mi va!” Disse. Fu una passeggiata molto soddisfacente, mangiammo deliziate e allo stesso tempo girammo per i negozi. Seguii Nora ovunque, fino a quando non arrivammo in una sala da té dove c’era Eleonora ad attenderci. Con lei c’era la bellissima bambina di suo marito Thomas Uriel. “Guarda chi c’è qui! La più bella delle principesse.” Dissi salutando la piccola. “Come stai Ele? Grazie per l’invito.” “Thea! È bello che tu sia riuscita a venire. Ti trovo in ottima forma.” Ricambiò lei. Mi toccai il ventre piatto. “Sono un acciuga, lo so.” Mi presi in giro. “E tu principessa? Stai crescendo tanto.” “Sì sì.” Disse la piccola prendendo su di sé tutte le nostre attenzioni. Il tempo delle chiacchiere era finito. Ne avremo avuto altro per noi quando la bambina sarebbe stata col padre. Alla festa di compleanno di Eleonora, dopo aver salutato il principe Arturo e la sua consorte Maria di Baviera, con Heinrich mi dedicai alla festa. Notai con piacere che tra gli ospiti c’erano anche i Keller Meyer e con loro la figlia Pamela. Diedi una gomitata a mio fratello indicandogliela. “Va da lei.” Insistetti ancora. Lui sbuffò. “Va bene. Ma prima lascia che ti presenti i cugini di Eleonora.” Mi disse. Con un lieve sorriso acconsentii. “Certo, con piacere.” Dissi porgendogli il braccio. Finalmente avrei conosciuto Leonard del Kleinsten. Finalmente avrei capito cosa avesse colpito la mia amica Nora. “Theodora, ti presento Lorenzo e Leonard del Kleinsten, rispettivamente i figli di Philip il principe ereditario e di Giorgio.” Disse mio fratello una volta arrivati dai due. Erano molto belli e diversi al tempo stesso. Lorenzo era biondo, occhi azzurri e pelle candida, viso a diamante, sguardo dolce. Il secondo aveva invece capelli scuri e occhi verdi, un viso rotondo dalla carnagione più scura e occhi vivaci.” “Onorato di fare la vostra conoscenza baronessa.” Mi salutò Leonard prendendo la mia mano e sfiorandomi a malapena il viso. Dopo di lui fu la volta di Lorenzo. “È un onore accoglierla nel nostro piccolo regno.” “È molto gentile da parte vostra onorarmi.” Risposi come mi era stato insegnato. “Sarò onorata di aggiungere i vostri nomi al mio carnet di ballo.” “Sarò onorato ad essere il primo baronessa.” Rispose Lorenzo. “Mi consenta Heinrich, ma vorrei discorrere con vostra sorella e quale modo migliore di una danza.” Guardai stupita i tre uomini. Poi notai mio fratello sorridere. “Posso lasciarvi già adesso, ho preso un impegno con mia sorella e dovrei mantenerlo.” A quell’affermazione sorrisi a Rich soffiandomi leggermente le guance con la mano. “Non badare a me. Vai pure, io intanto cerco da bere. Sono accaldata.” Affermai congedando in un attimo non solo lui, ma anche Leonard. “Mi fate compagnia principe Lorenzo?” “Con piacere, venite pure con me baronessa.” Rispose lui trascinandomi via. Quando fummo soli, il giovane mi studiò attentamente. “Non avete perso tempo. Potevamo parlare durante le danze.” “Amo ballare, discorrere durante un valzer è un’offesa alla disciplina che pratico.” Affermai. “Di cosa volevate parlare che non ha avuto risposta da mio fratello?” Chiesi, in fondo ero una prima ballerina. Non ero incline ai discorsi politici ed ero sicura che Rich se la sarebbe cavata meglio di me. “Vostro fratello mi dice che questa estate vi sposerete.” Mi disse. Al che annuii. “I miei nonni si stanno prodigando affinché possa sposarmi con un uomo appropriato.” Risposi. “Sì dia il caso che io potrei conoscere un uomo appropriato, molto più dei vostri nonni.” Lo fissai stupita. Cosa sapeva quel ragazzo di me? “Ma…” disse. “Prima vorrei capire come una ragazza così bella come voi, abbia bisogno di trovare marito. Così! Senza conoscerlo e volendo anche ignorare le divergenze e la distanza d’età.” Spiegò. “Sono sicuro che vi basterebbe uno schiocco di dita e…” “Non sono interessata all’amore.” Lo interruppi fredda. “Ad aprile compirò ventotto anni, mi piacerebbe sposarmi in estate, così entro il mio ventinovesimo compleanno potrei avere un figlio e un erede. Mi sposo perché vorrei un figlio vostra grazia, tutto il resto non è nel mio interesse.” “Cosa dovrebbe succedere se dopo il matrimonio e il figlio, dovreste incontrare qualcuno e innamorarvi baronessa?” Mi chiese ancora il principe. “Ripeto. Non mi interessa l’amore.” risposi ancora. “Per correttezza, come ho detto ai miei nonni, i tempi sono cambiati. Se non mi troverò bene ci sarà sempre un divorzio come soluzione, in cambio ci sarà sempre e comunque un erede per la casata dei Keller Shuber.” Affermai. “Quindi avete previsto il divorzio.” Mi disse. “È un contratto dove si evince che continuerò col mio lavoro, che mio figlio prenderà sia il mio titolo che, eventualmente, quello del padre, dove ci sarà una divisione dei beni e dove dichiaro che dopo la separazione non chiederò nulla a mio marito. Nulla se non un affido congiunto di nostro figlio, ciò che pretendo è proprio che il frutto del nostro matrimonio sia sempre seguito e amato da entrambi i genitori.” Spiegai. “Capisco! Mi dispiace baronessa che vi precludiate però l’amore…” “Non vi sto chiedendo di sposarmi principe. Sono qui in veste di ospite e sono sicura che avete stuole dí pretendenti che sicuramente vi ameranno molto più di me.” Affermai, Lorenzo era un bel giovane e sicuramente non necessitava di sposarsi. “Non è per me che mi sto informando baronessa.” Mi disse. “Ma conosco un nobile qui nel Kleinsten che cerca moglie e penso che voi facciate proprio al caso suo.” Sorpresa feci un leggero cenno. Possibile che Rich mi avesse trovato marito? “Dovreste informare mia nonna.” Sussurrai. “I miei genitori contatteranno la gran duchessa del Kelderdorp per conto di mio fratello maggiore baronessa.” Mi annunciò lui. “Non vedo l’ora di seguire l’unione tra le nostre famiglie.”
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