CAPITOLO VENTUNO Alla reception c’è Darla. Purtroppo l’enorme strato di trucco che ha sul viso non mi fa capire molto sul suo effettivo stato d’animo. «Penso che tu faccia meglio a sbrigarti, la riunione è iniziata.» Sono completamente fradicia di sudore, come se mi fossi appena fatta una doccia senza asciugarmi. Gli anfibi e i jeans non sono adatti per correre in mezzo allo smog di Londra. Darla mi fissa. Da qualche parte, sotto quei chili di fondotinta color pesca, c’è un piccolo segno di preoccupazione per me. Evito di parlare e salgo in fretta le scale senza nemmeno provare ad aspettare l’ascensore, due rampe non possono ridurmi peggio di come sono già. La porta è chiusa. Dal legno scuro sento un leggero brusio, come in una chiesa durante la messa della domenica. Faccio un respiro

