CAPITOLO OTTO

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CAPITOLO OTTO La pistola tra le mie mani è pesante. Non mi aspettavo che un revolver pesasse così, faccio fatica a tenere il braccio alzato per più di un minuto. In televisione pare tutto molto leggero e anche il grilletto, che nei film sembra scattare al minimo sfioramento, in realtà è rigido come se fosse saldato al resto dell’arma. Cammino lentamente nel buio della casa ma sono troppo nervosa, ogni suono mi mette in agitazione e rischio di fare più rumore di uno schiacciasassi. Persino i passi leggeri sul parquet mi sembrano colpi di martello. Forse dovrei buttare giù un paio di chili. Mi dirigo verso quello che credo sia il salotto. Vicino al divano si vedono scintillare i cristalli di alcune bottiglie. Le annuso, ne prendo in mano una e bevo quello che pare essere un gin scadente. No

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