Capitolo 10

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Capitolo 10 Leona Avevo trascorso diverse notti insonni, per via delle urla e dei rumori provenienti dalla camera di mia madre. A volte perché era con qualche cliente, altre perché stava avendo una crisi d’astinenza. Quella notte, invece, a tenermi sveglia fu il rumore nella mia testa. Mi ritrovai a pensare agli occhi azzurri di Fabiano: freddi e calcolatori oppure vigili e attenti. Di rado avevano lasciato trapelare altro, tranne quando ci eravamo baciati. Solo in quel momento, avevo intravisto qualcosa di più... umano? Magari si trattava solo di desiderio o di lussuria, tuttavia volevo credere fosse qualcosa di più. Mi premetti i palmi contro il viso. Basta, Leona. Dovevo smetterla di pensare che lui fosse in grado di provare qualcosa. Dovevo smetterla di desiderare il suo tocco,

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