Capitolo 20 Leona Mi svegliai in un letto vuoto e, dal silenzio, dedussi che Fabiano era uscito. Mi girai, fissando le lenzuola stropicciate accanto a me. Affondando il naso nel cuscino, inalai l’odore familiare di Fabiano, lasciando che mi riportasse indietro al tempo in cui fingevo di non sapere chi fosse, cosa fosse. Percepii il rimorso farsi vivo. La sera prima, quando mi aveva voluta, avrei dovuto lasciarlo fare. Avrei dovuto concederci quella singola notte, quell’unico momento da custodire. Oramai era troppo tardi. Restai sdraiata sul letto morbido come una piuma per qualche minuto; poi mi alzai a sedere e mi girai, facendo dondolare le gambe dal bordo del materasso. Tutto odorava di fresco e pulito, e la stanza era inondata di luce. Non assomigliava per niente ai posti in cui ero

