2 L’Uomo della NSA 28 Maggio ore 12.25 L’ufficio dello sceriffo Gustav Sommers era un disastro. Impolverato, disseminato di anticaglie senza valore e ricoperto da un fitta patina di sporcizia. La scrivania era ingombra all’inverosimile, con pratiche evase e mai riposte, appunti in ordine sparso; il tutto intervallato dagli avanzi delle colazioni dei giorni precedenti, tazze di caffè abbandonate e posacenere stracolmi. Quando Sommers, seguito dall’uomo in abito scuro, spalancò la porta, la striscia di fumo sospesa a mezz’aria subì un repentino sovvertimento; solo per quel fatto lo sceriffo sentì il bisogno di scusarsi. “Entri. Perdoni il disordine, ma che vuole, devo fare sempre tutto da solo”. Lo sceriffo si sprofondò nella sua poltrona e cominciò a squadrare il suo ospite con una ce

