22 Mario Pavlović fissa El Guanza con tutto il disprezzo del mondo: «L’Osservatore? Mai sentito nomin…». Suo padre lo interrompe: «Hai detto che oggi paga. E che in più anticipa». Questi xe i pati. Paga pa’ ’desso; in pi’ dà l’anticipo pa’ le pròsime ’olte. Di nuovo Dusan: «Cosa chiede, quest’Osservatore?». «Ah! Qua sta el belo». Guanzanín guarda velocemente in giro. Poi mormora: ’Na singola dose de coca. E ’na pistoléta de bona marca. Silenzio. Lunghissimo. Prevalgono le frasi dei turisti. In russo, cinese, inglese… Insóma… dopo pranzo ve rendo el dovuto. Ve dago tuto, anca i aretràti. Il figlio: «E se poi non…». Adesso è El Guanza a interromperlo: «Kaput! Se no’ me comporto ben, te me spari!». Un uomo d’una certa età si avvicina al trio. Sembra voler chiedere un’informazione.

