Capitolo 27

742 Parole

27 I profumi che aleggiano nella sala sono davvero invitanti. In fondo mi trovo in un ristorante, non in una camera delle torture. Basta lamentarsi. Mi inoltro tra i clienti. Ai tavoli c’è un ampio ventaglio di nazionalità. Immagino che i continenti siano tutti rappresentati. Oceania inclusa. Trovo i colleghi. Dico: «Buongiorno». L’unico a non ricambiare il saluto è Badalamenti. Con quella corporatura striminzita e l’atteggiamento sempre insoddisfatto, il nuovo questore è del tutto simile a un bambino viziato. Il mio primo impulso, quando lo vedo, è di prenderlo a sberle. Moccioso del cazzo. Prendo posto accanto a Comunalazzi. Arriva in tavola il primo piatto: risi e bisi. «Scusi, Cerón. Devo chiederle una cosa prima che me ne dimentichi». «Il Parmigiano?». «Okay, grazie. Comun

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