Capitolo 17

475 Parole

17 Ecco le cameriere ai piani. Sono tre, di nazionalità russa. Vedendole, Bonora va in tilt: «Voi siete… Ma io credevo che… Cioè… Voi…». Cerco di aiutarlo: «Si riprenda, Franco. Afferri il quaderno e segni i nomi». Alle cameriere chiedo: «Come vi chiamate?». «Irina Khodjaniyazova». «Yanina Lesnitscianskaja». «Arina Ovchinnikova». Il nostro maniaco dell’anagrafe pone quindi il quaderno alle tre donne. Chiede loro di riscrivere nomi e cognomi in cirillico. Mentre si piegano sul tavolino da tè, Franco mi guarda e dice: «Meglio un dato in più che uno in meno, giusto?». Confermo: «Giustissimo». Intanto penso: continua pure così, che facciamo notte. Carlo Comunalazzi, intanto, resta appoggiato alla parete, a fianco dell’ascensore. «Non chiami l’ascensore, Lino. Saliremo per le scale

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