VIII Eva, frattanto, salite le scale, andò a battere leggermente all'uscio dello studio, trasformato ora in salotto per le rifugiate. Nessuno rispose; ed ella stette un momento incerta. Poi udì una voce che diceva tra i singhiozzi: - Mirella!... Mirella!... - Era tale la disperazione in quella voce che la fanciulla con subitaneo impulso girò la maniglia e socchiuse l'uscio. Nel cerchio di luce sotto la lampada, un quadro, quasi biblico nella sua tragica bellezza, apparve ai suoi occhi e la fermò incantata sulla soglia. La più giovane delle profughe - la pallida bambina - stava ritta e immobile, coi lunghi capelli che le cadevano lisci e lucenti come acqua aurata intorno al viso; guardava fissa dinanzi a sé, rigida come una statuetta di marmo. Prostrata a' suoi piedi - e le lunghe vest

