CAPITOLO 6: "La cella" Liana è all'inferno. Il carcere di massima sicurezza di Blackwood è un mostro di cemento e acciaio, sepolto in una valle sperduta dello Stato di New York. I muri sono così spessi che non si sente mai il vento. I corridoi sono così lunghi che si potrebbe vagare per tutta una vita senza trovare l'uscita. È in una cella singola, ma la solitudine è peggio di tutto. Niente finestre. Niente luce naturale. Solo un neon livido che crepita giorno e notte, come un insetto morente. Un letto di metallo. Una coperta troppo sottile. Un lavandino. Un water. E lei. Non ha pianto dal tribunale. Le sue lacrime sono inaridite. I suoi occhi sono secchi, brucianti, come se li avessero strofinati con la sabbia. Non mangia. Non dorme. Esiste, semplicemente, in un'attesa vuota. Il

