CAPITOLO 5

1102 Parole

CAPITOLO 5: "Non ti conosco" La cella è una bara di cemento e silenzio. Liana è rannicchiata in un angolo, le braccia intorno alle ginocchia, la schiena contro il muro freddo. I suoi piedi nudi sono lividi per il freddo. La sua vestaglia, così leggera, così sottile, non la protegge dall'umidità che trasuda dai muri. Non ha dormito. Non ha mangiato. Ha solo guardato il soffitto, contato le crepe, ascoltato le urla delle altre detenute. Donne. Donne come lei, forse innocenti, forse colpevoli. Donne che urlano nella notte, che chiamano le loro madri, che pregano dei che non rispondono. Liana non prega. Non crede più in niente. Il mattino del terzo giorno, vengono a prenderla. «In piedi,» dice la guardia. «Trasferimento.» «Dove?» «Tribunale. Udienza per la libertà su cauzione.» Si

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