CAPITOLO XXIII Sibilla non riuscí piú a dimenticare, per tutto il resto della vita, quel momento di terrore nel quale i suoi occhi si erano posati sul viso sbiancato di Cawler. Dietro di sé udiva il grugnito e il fracasso dell'uomo-bestia che tentava di aprire la porta; sopra a lei, dietro al vetro e all'inferriata dell'abbaino, vedeva la faccia di uno che poteva anche essere un secondo nemico. Il viso scomparve per un momento e subito ella udí l'inferriata che strideva sui cardini rugginosi; poi anche il vetro del finestrino fu sollevato e una mano le si offrí dall'apertura. Senza un momento di esitazione Sibilla saltò sulla seggiola, afferrò la mano e si sentí tirata su. — Si tenga al telaio per un momento, non ho piú fiato – disse Tom affannato ed ella obbedí. Vide che dietro a lei

