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1209 Parole
CRISTAL avevo passato quattro giorni in questa casa ed ero contenta. contenta di vedere la felicità di Anna nonostante le mie riserve su drew appena avevo visto chi erano i genitori mi ero tranquillizzata anche perché avevo capito che gli volevano bene realmente e mi sembrava che lei fosse sinceramente innamorata del marito così come lui di lei . ma quando mi racconta che e un matrimonio finto solo per contratto per qualche minuto sono delusa non avevamo così tanto bisogno di soldi perché lei faceva una cosa del genere e poi pensandoci e ascoltandola avevo capito. lei era sempre stata innamorata di lui forse con il suo ex era finita apposta perché lei faceva il paragone trai due ,be che dire c'era in mezzo un abisso come fra lei e drew ,ma forse per questo si erano innamorati avevano bisogno l uno del altro per completarsi ... l arrivo di questo bambino poteva essere un nuovo inizio se so uno dei due avrebbe confessato all altro i suoi sentimenti. lei non aveva capito che drew aveva cercato una scusa per legarla a se perché era innamorato e aveva avuto paura di confessarlo . paura che lei non gli crede e di perderla. FLASH BACK vedere Anna piangere per drew mi fece tornare in mente tutte le lacrime che io avevo versato per suo padre solo che io non potevo dirglielo lei si . ricordavo ancora quel pomeriggio quando avevo visto la lussuosa auto blu fermarsi nella pensione dove vivevo allora dove la padrona mi aveva accolto mossa a pietà nello stato in cui ero arrivata avevo solo quattordici anni quando ero scappata di casa sfuggendo agli abusi di mio padre e poco dopo essere arrivata qui ero talmente debole che ero caduta dalle scale la caduta aveva provocato un aborto spontaneo di una gravidanza non solo indesiderata ,ma di cui non mi ero accorta . e se da una parte ero contenta che non avevo un ricordo vivente di quel mostro che anziché difendermi mi aveva tolto l innocenza ogni tanto negli anni mi ritrovavo a pensare a quel cuoricino che aveva battuto dentro di me per pochi giorni. la signora mi aveva accolto anche se non avevo soldi e in cambio di vitto e alloggio lavoravo come una pazza dalla mattina alla sera così lei mi dava anche qualche soldo che io posavo gelosamente aspettando un uomo con cui mi sarei fatta una famiglia e credevo di averlo trovato nonostante la signora mi aveva avvisato più volte io non gli avevo dato retta fino a quel pomeriggio di febbraio quando avevo visto per la prima volta il padre di Filippo entrare e chiedere "Cristal Tonelli?" "sono io" dico alle sue spalle lui si gira verso di me e l aria gelida che c'era fuori era niente in confronto al suo sguardo verso di me "sono il padre di Filippo avete un appuntamento stasera?" "si " dico iniziando a tremare non c'era bisogno che andava avanti sapevo cosa stava per dire "bè non ci andrai ne stasera ne mai questa storia finisce qua!" "ma io devo vederlo ...devo dirgli" mi blocco non volevo che lo sapesse così "cosa devi dirgli " "non sono fatti vostri." "sono sempre affari miei se riguardano i miei figli" "io ...sono incinta " dico d un fiato "mio figlio lo sa?" "no glielo volevo dire stasera e ..." mi ferma con un gesto della mano "ottimo ,non lo dovrà sapere mai" "cosa ,ma un bambino ha bisogno..." "di cosa di un padre ! una famiglia! puoi fartela con chi vuoi ,ma a filippo dimenticalo se ci tieni alla pelle" "ma voi non potete.." "io posso tutto te lo ripeto non voglio più vederti ne sentire il tuo nome appena sentito anche solo un riferimento riconducibile a te ammazzo te e la creatura sono stato chiaro?" "si" "perfetto " tira fuori dei soldi dalla tasca e me li porge "prendili ti serviranno " li prendo e li faccio a mille pezzi che cadono sul pavimento fra di noi con un sorriso sardonico dice"che coraggio per un corpo così esile ! peccato che erano gli unici soldi che avrai da me " "io non voglio soldi " "ma certo vuoi l amore ! peccato che non esiste ,mi occuperò personalmente di trovare una degna donna a mio figlio e in un paio di giorni non si ricorderà neanche il tuo nome... auguri " disse voltandosi e uscendo aspetto che la macchina parte per crollare ... l unica spalla che avevo era lei la signora della pensione che mi abbraccia e mi consola così va avanti la mia vita nasce Anna e finché non ha due anni stiamo lì poi la padrona muore e a noi ci cacciano così iniziamo a vivere per strada di quel poco che riusciamo a trovare e li che un barbone una sera d inverno per scaldarmi mi offre da bere non so cosa fosse so solo che riesco a scoprire che se ne bevo abbastanza dimentico tutto il dolore. così inizio ad alternare periodi di sobrietà con altri che non riuscivo neanche a andare al bagno Anna cresce in fretta in tutti i sensi già da piccola puliva e cucinava ad appena tredici anni arriva a casa contenta urlando"ho un lavoro" non era niente di che,ma lei era contenta e ci permetteva di tirare avanti quando io attraversavo i miei momenti bui non ricordo come arrivo a drogarmi so solo che da allora entro e esco dalle cliniche di disintossicazione questo succedeva cinque anni fa FINE FLASHBACK era ora di pranzo e come sempre quando lo pensavo mi sentivo svuotata così inizio a percorrere il corridoio finché non sento dei singhiozzi era Anna apro la porta e abbracciandola gli chiedo "tesoro che succede? perché piangi " e lei fra i singhiozzi risponde"mi aveva detto di andare con lui a pranzo,ma non posso e lui c'è rimasto male ....mi fa stare male il fatto di sapere di averlo ferito "non si era accorta che mentre parlava era arrivato e la guardava pietrificato avendo sentito le sue parole così gli dico "allora ti conviene dirglielo" avevo sperato in una reazione diversa invece "cosa?"dice guardando la porta lui aveva appena fatto un passo dentro la stanza fermandosi scioccato si alza di scatto gli occhi asciutti "cosa fai qua?" chiede arrabbiata,ma lui molto calmo disse "sono venuto a pranzare con te visto che tu non sei venuta,eri così strana al telefono che ho pensato..." "tu non devi pensare,non mi sono ricordata ok non c'è altro e non vedo tutta questa emergenza se non era oggi lo facevamo domani "disse interrompendolo "credevo di farti una cosa gradita,ma vedo che mi sbagliavo" dice ed esce dalla stanza senza aggiungere altro guardo la scena sbigottita e lo sono ancora di più vedendo che un istante dopo scoppio in lacrime un altra volta "perché l hai fatto?" avevo il cuore a pezzi per lo sguardo che gli aveva rivolto quel povero ragazzo "deve odiarmi non c'è futuro per noi così se lui mi odierà forse riuscirò a farlo anche io " "hai già deciso?" "non ho scelta " mi risponde sto un po' con lei finché non si calma poi gli dico "vado a prenderti un bicchiere d'acqua"
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