capitolo4

542 Parole
dopo circa mezz ora eravamo ferme davanti a quella che sembrava una villa hollywodiana "ma e giusto l indirizzo?" chiedo controlliamo sul telefono ed era esatto "cazzo sembra una reggia no una casa" commenta la mia amica "figurati dentro com e' !" "allora meno male che mi sono vestita cosi"dico scendendo dalla macchina " grazie poi ti dico cosa voleva " "mi devi dire tutto ok?" disse quasi minacciosa anche se sapevo bene che scherzava "si va bene!" acconsento e nel frattempo mi guardo intorno e in angolo del immenso cancello che mi sovrastava vedo una telecamera cosi mi avvicino e cera il citofono di video sorveglianza . ma certo non poteva avere il classico citofono ... mi risponde una voce sconosciuta "desidera?" "sono anna rossi il ..." non sapevo come andare avanti se chiamarlo drew o il signor Coleman "si mi e' stato detto che la sta aspettando entri " dopo un bip si apre una parte del cancello entro e mi guardo intorno ma cos era li ... non era una casa! cera il prato inglese da per tutto con la siepe che delineava vialetti sparsi alberi di tutte le forme e dimensioni con varie statue in giro fiori di ogni tipo e colori sparsi in modo eccellente cera persino un po piu in la un enorme salice piangente mi ero persa osservando tutto e non mi accorsi dell uomo che mi aspettava sulla porta finche non mi sento chiamare "ben arrivata" sussulto sentendo la sua voce "oh drew scusa non ti avevo visto " lo guardo e ... oddio oggi era da paura con un jeans di quelli leggermente strappati e una camicia con il collo alla coreana dello stesso azzurro dei suoi occhi era da capogiro "l ho visto " dice schiudendo la bocca in un sorriso aveva le labbra cosi rosse ... e i denti cosi perfetti e bianchi che non si poteva resistere a non baciarlo . ANNA STAI CALMA mi dissi gia non avevo bisogno del ennesimo latin lover ... ma cazzo era cosi bello "e un giardino bellissimo " dico non sapendo cos altro dire "si una delle passioni di mia madre " dice senza dare tanta importanza alla cosa "vuoi che parliamo dentro o fuori ?" mi chiede a un tratto "per me è uguale." gli dico "ok allora andiamo nello studio.vieni " il movimento che fece per farmi passare avanti mi tocco' la schiena e quel semplice contatto mi fece venire i brividi . brividi che passano in un attimo appena entro in casa era tutto bianco e oro dal pavimento in marmo alla scala monumentale che sembrava uscita da qualche film americano i lampadari erano tutti vetro mi fece salire la scala e al piano superiore non cambiava una virgola rispetto a sotto cerano specchi dorati arazzi e applique dorate quasi in ogni angolo apre una porta e mi fa entrare in una stanza anche qui totalmente diversa rispetto all ufficio che ero abituato in studio era tutto color noce finemente intarsiato dalla libreria alle sue spalle alla scrivania alla poltrona dove si sedette che sembrava quasi un trono l unica cosa di un po piu "moderno" il divano e le poltrone in pelle "vieni sediamoci sul divano che dobbiamo parlare"
Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI