Capitolo 8

1015 Parole
8. Spesso i migliori incontri sono quelli che non cerchi: Ti cambiano la vita. Mi guardai più di una volta allo specchio per vedere come stessi vestito. E se fosse troppo per un semplice caffè? Volevo piacerle, quindi dovevo usare le mie tattiche migliori. Optai per indossare un paio di jeans, ed una camicia verde, lasciando i primi bottoni aperti. " Dove stai andando così in tiro? " Domandò Andrea buttandosi sul mio letto, mettendo le mani dietro la testa e le gambe incrociate. " A prendere un caffè.. " Mormorai io, sistemando i bottoni. " Tirato a lucido? No, mi nascondi qualcosa! " Esclamò divertito. " Milla? " Mi voltai verso Andrea e aprì le braccia: " Come sto? " " Non mi hai risposto.. " Si mise a sedere. " Stai bene! " Annuii e sorrisi, soddisfatto. " Pensi che presentarmi da lei così è da pazzi? " Domandai. " Avvisala, intelligente. " Rise. " Non ho il suo numero.. " " Non è Milla quindi! " Battè le mani: " Grande Andrè! Comunque, No.. Spera solo di trovarla disponibile. " Scrollai le spalle. " Vado, a stasera! " " Non fare casini, Mirko! " Esclamò Andrea mentre uscivo dalla mia stanza. *** Presi la macchina e mi avviai verso il b&b. Speravo che le avrebbe fatto piacere vedermi, anche se non l'avevo avvisata ma, infondo, una promessa è una promessa! Con Milla era diventato tutto così strano, e mi scocciavo quando mi chiamava per vederla. Eppure, se me lo avrebbero detto una settimana fa, avrei fatto un casino pur di vederla, anche con lei! Però le cose possono cambiare, e ciò che crediamo sia quel qualcosa che ci riempie il cuore, non è quasi mai vero. Ci si convince solo per non guardare in faccia la giusta realtà! Quando ho guardato Alessia la prima volta negli occhi, ho avuto la sensazione di essere in un mondo nuovo, diverso da quello in cui ero pochi minuti prima. Mi piaceva il modo che avesse di respingermi, e forse era quello che mi attirava a lei, come le api col miele. Quando qualcuno ti prende, lo fa davvero; la senti sulla pelle, nel cuore, e nella testa. Parcheggiai la macchina, e mi avviai verso la porta, nello stesso tempo in cui lei aprì. " Mirko? Che ci fai qui? " Domandò con un sopracciglio inarcato. " Ero venuto per quel famoso caffè " Dissi io, sorridendole. " Ah già.. Il caffè.. " Si guardò intorno, per poi puntare lo sguardo su di me: " Non credo di farcela per oggi.. " Mormorò. " Non darle retta, giovanotto! Si che può! " L'anziana signora dietro di lei, mi alzò il pollice, ridendo. " Nina! " La chiamò Alessia, sbuffando. " Una promessa è una promessa, baby. " Mi accesi una sigaretta. Ci guardammo per un lungo attimo negli occhi. Dio, se era bello mantenere un contatto visivo così. Era come se i nostri sguardi parlassero per noi, e le parole non servono in quel caso! " Mi cambio e arrivo, allora.. " Sorrise ed io annuì. " Certo che si vede che ti piace. " La signora si affiancò a me. " Lo capirebbe anche un cieco, giovanotto! " Esclamò. Mi sentii in imbarazzo ma sorrisi. Chissà se anche lei lo aveva capito.. *** Eravamo in macchina ed io non facevo altro che guardarla ogni volta che mi fermavo per il rosso di un semaforo. In quel momento ero felice che ci fossero! " Cosa hai fatto di bello oggi? " Le chiesi. Che domanda stupida.. Lei sorrise: " Lavoro, e poi ho aiutato Nina a pulire! E poi sei arrivato tu! " Esclamò guardandomi. " E tu? " " Mi sono allenato stamattina, poi sono andato al bar, e serata libera. " sorrise. " Volevo vederti.. " " Ah.. Ehm.. " sembrò in imbarazzo, e questo mi piacque. " Andiamo al cinema? " Domandai. " Ma.. Non dovevi offrirmi un caffè? " " Tanto tra poco è ora di cena, il caffè lo prendiamo un'altra volta. " La puntai lì, sperando accettasse. " Certo che tu sei furbo! " Iniziò a ridere. " Ok, vada per il cinema! " *** Eravamo seduti nelle ultime file a mangiare popcorn. Ogni tanto riuscivo a sfiorare la sua mano, e mi ritrovavo i suoi occhi puntati nei miei, ed un sorriso sulle sue labbra, timido. Avevo voglia di baciarla, e non capivo come stessi riuscendo a trattenermi dal non farlo. Mi avvicinai più a lei, cercando ancora qualche contatto. " Ti piace il film? " Domandò per spezzare quel silenzio imbarazzante, per lei. " Direi di si.. " stesi le gambe. " Mi piace la tua camicia! " Disse. Allora aveva notato il mio abbigliamento! Un senso di orgoglio mi pervase e gli strizzai l'occhio. Sorrise e tornò a guardare il film. " Certo che russi tantissimo! " Iniziai a prenderla in giro. Lei mi guardò male, ma continuando a ridere. " Cioè, sei stata attenta per tutto il tempo, e ti addormenti alla fine? " " Senti.. È stato un incidente di percorso! " Cercò di giustificarsi. " E' stato bello passare questo pomeriggio con te, Mirko.. " mormorò dopo. " Anche per me! Non mi sentivo così bene da un po.. " Sussurrai io. Mi accarezzò il braccio dolcemente, ed io puntai i miei occhi sulla sua mano, per poi fino a risalire sui suoi occhi. Sentì quella sensazione della prima sera, dovevo baciarla. Istintivamente, presi il suo viso fra le mani e mi avvicinai a lei per baciarla. Fu un gesto azzardato da parte mia, che la portò ad allontanarsi velocemente. Aveva un'espressione confusa a contornarle il volto. Mi osservò, ed io mi misi dritto sul sedile: " Cazzo! " Sbottai. " Mirko io vado, buonanotte.. " Scese dall'auto ed io rimasi lì, immobile, in silenzio. Guardai davanti a me: quanto mi sarebbe costato questo gesto? Avrebbe voluto rivedermi? Accesi il motore dell'auto e andai via. Dovevo tornare a casa, prendere a pugni il sacco da boxe, e ripetermi che ero solo un fottuto idiota!
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