7.
Il cielo ricamato
come risposta alle tue domande.
Agnese mi aspettava seduta al bar collocato sui Navigli. Da quando mi ero trasferita a Milano non ero riuscita nemmeno una volta a vederli, ed adesso ero lì, con le cuffie alle orecchie, e Maps acceso. Erano appena le 17 in punto. Soffiava una brezza più fresca, tanto che dovetti stringermi nelle spalle. Il tempo era grigio, come sempre. Un po' rimpiangevo il tempo del sud, ma, poi, ricordavo perché ero andata via, e tutto questo mi passava.
Tolleravo quel tempo uggioso.
Avrei dovuto vedere un appartamento insieme a lei, le serviva per l'università, e nel frattempo avrei dato un'occhiata anche io. Guardai per un secondo il cellulare, riprendendo a camminare, fin quando non mi sentì afferrare il braccio.
Mi voltai di scatto, infastidita da quel gesto. Ma quando notai che fosse lui, quasi persi la parola.
" Ma sei impazzito? " Sbottai arrabbiata.
Almeno era ciò che volessi fargli credere.
Lui iniziò a sorridere prima di parlare, guardandomi negli occhi, e poi facendo scendere appena lo sguardo.
" Sei scappata e poi con queste non mi avresti sentito.. "
Accarezzò il filo delle cuffie, sfiorando la pelle sul mio collo. Quel contatto mi provocò un brivido assurdo, tanto che dovetti spingere via la sua mano, e indietreggiare di pochi passi.
" Cosa vuoi? " Dissi sulla difensiva, ed iniziò a fare come ieri, e come stamattina.
Credo si divertisse a farmi essere così, eppure, mi piaceva in un certo senso..
Com'è possibile provare delle sensazioni così con solo 3 volte? Come può una persona prenderti così, farti perdere la testa, senza nemmeno conoscerla.
Ti piace. Ti piace se sorride, se ti guarda, se parla..
" Mi chiamo Mirko. " Disse dopo aver fatto il cascamorto.
Roteai gli occhi e gli dissi che non mi interessava saperlo, ma non servì a nulla; insistette per sapere il mio.
" Alessia. " Dissi stufa e speranzosa che mi lasciasse andare. Ero in ritardo, e Agnese odiava i ritardatari.
Continuò finché non lo chiamò un ragazzo, affacciandosi dalla palestra.
Lui lo liquidò facilmente, tornando a guardare me.
" Ci conto per questo caffè. " Mi disse dopo mentre si voltò per rientrare.
Prima di sparire totalmente dalla sua vista, riuscii a vederlo aspettare che sparissi dalla sua vista.
Sorrisi. Era tutto strano, nuovo.
Troppo nuovo..
Raggiunsi Agnese. Se ne stava appoggiata al muro, con lo sguardo sullo schermo del cellulare, intenta a picchiettare velocemente le dita. Era nervosa, doveva essere successo qualcosa, sicuramente.
Mi avvicinai a lei.
" Agnese! Scusa il ritardo è che ho incontrato una persona.. " Mormorai.
" Ci ha dato buca! " Esclamò lei. Chiuse gli occhi e prese un respiro profondo. " Quello dell'appartamento mi ha detto che non è più disponibile e quindi devo arrangiarmi! Che gente del cazzo.. "
" Non conosci nessuno che possa aiutarti? " Le domandai cercando di aiutarla, in malo modo, ma credo che sia sempre qualcosa..
" Purtroppo No. Avevo trovato questo annuncio su f*******:. Era un'occasione! "
Era davvero arrabbiata.
" Se vuoi posso chiedere al tipo che ho conosciuto quando sono arrivata, Matteo. Stasera devo uscire con lui.. "
Lei mi guardò inarcando un sopracciglio.
" Da quando esci con un tipo? E da quando non mi dici nulla? "
Iniziai a ridere: " Pensavo che non fosse così importante.. "
" Uscire con lui o dirlo? "
" Dirlo, ovviamente. "
" Sbagliato! Sbagliatissimo, mia cara! E' importante che tu me ne parli! Posso darti una dritta su questi manzi milanesi. " Cambiò subito umore, interessandosi a me, e alla mia uscita.
Quindi, avrei dovuto raccontarle di Mirko?
" Agnese c'è una cosa che devo raccontarti oltre Matteo, ovviamente.. " Mormorai io sentendomi in imbarazzo.
Agnese si fermò davanti a me, serrando le palpebre, guardandomi.
" Del tipo? "
" E' solo per sapere un tuo pensiero. A me sembra una situazione tremendamente strana.. "
Andammo a sederci in un bar, ed ordinammo due aperitivi. Mi guardai intorno, eravamo vicine alla palestra dove era entrato prima Mirko.
" Allora: da cosa vuoi iniziare a raccontarmi? " Domandò portando la cannuccia alle labbra.
" Inizio con una cosa che è successa ad una mia amica. " Ecco, ero anche molto antisgamo! Continuai: " Ha conosciuto questo ragazzo e si è subito presa di lui, diciamo.. "
" Presa in che senso? "
" Non sa se le piace, o se sia solo lei ad essersi fissata con questo.. " Borbottai. " Lo ha conosciuto per caso e da quel momento non se lo toglie dalla testa, e lui sembra starle anche dietro, ma non lo so.. Non so cosa pensare! " Gesticolai nervosamente.
" Uhm.. Non sai cosa pensare tu.. O lei? " Arricciò il naso poco convinta.
" Lei, ovviamente.. No? " Antisgamo. Antisgamo. Antisgamo!
Lei scrollò le spalle, sembrandomi disinteressata ad aiutarmi.
" Comunque, non importa. " Dissi io. " Chiedo a Matteo stasera se conosce qualcuno che possa farti sapere per un appartamento. "
" Parlami di questo Matteo, piuttosto! " Esclamò lei.
Sospirai e bevvi un sorso del mio aperitivo prima di raccontarle di Matteo. Adoravo quel ragazzo, lo avevo subito preso a cuore per come si era comportato con me, tralasciando l'imbarazzo della quasi scopata.
Iniziai a raccontarle di come lo avessi conosciuto, del nostro primo e secondo appuntamento. Le dissi che proveniva da una buona famiglia, ma che lui si è sempre visto come la pecora nera. Le raccontai anche alcuni anneddoti che lui raccontò a me della sua adolescenza. Agnese rise e disse subito: " Uno così non potrà mai essere il tuo tipo. "
Mi accigliai, e un po' questo suo comportamento mi infastidì:
" Perché dici così? "
Agnese continuò a ridacchiare, rimettendosi dritta sulla sedia, accavallando le gambe:
" Non offenderti ma uno così non lo vedo con una come te. Ecco, caratterialmente.. Ma come hai fatto a pescartelo così? "
Mi limitai a scrollare le spalle, cambiando il mio sguardo e puntandolo sulla palestra. Riuscì a vedere Mirko uscire con il telefono all'orecchio. Prese la strada dritta senza guardarsi intorno, ed io rimasi a fissarlo.
***
Quando tornai al b&b andai direttamente da Nina. Mi sedetti sullo sgabello lasciando cadere la borsa per terra vicino ai piedi.
Poggiai il mento sulla mano e la guardai mentre parlava al telefono per una prenotazione.
Mi sorrise ed io ricambiai il gesto, ma debolmente!
Quando chiuse la chiamata ed il registro, si concentrò su di me, osservandomi attentamente prima di chiedermi ciò che già sapevo:
" Cosa ti hanno fatto? "
Mi guardai le dita, iniziando a grattarle nervosamente sulla pellicina ai al lato delle unghie. Avevo paura di raccontarle cosa sentissi per un ragazzo che avevo conosciuto da solo un giorno, che avevo incontrato per caso qui, mentre cercava la sua ragazza.
Sospirai. Presi uno di quei lunghi respiri profondi, perché quando qualcosa ti tocca così tanto il cuore, non può essere raccontata, o descritta, con superficialità.
Guardai il viso di Nina, che mi osservava come una mamma osserva la propria figlia mentre sta per dirle ciò che non vuole sentire, o che teme possa farla soffrire.
" Sa quel ragazzo di stamattina? Quello che le ha chiesto delle informazioni su quella ragazza.. Della prenotazione.. "
Il mio difetto quando ero nervosa, appunto, erano i giri di parole!
Nina annuì, ricordandosi subito di cosa, o meglio, chi parlassi!
" Il bel giovanotto che ci prova con te? Si, certo che ricordo! Cosa è successo? " Chiese poi con fare protettiva.
Scossi la testa: " Niente di brutto. Sono io ad essere stupida, credo.. "
Lei mi osservò attentamente, cercando sul mio viso qualche risposta in più a questa mia tristezza. Cosa c'era di sbagliato in tutto ciò?
Non sapevo spiegarmelo nemmeno io!
" E' assurdo che mi piaccia e nemmeno lo conosco? Nel senso.. Penso a lui.. " Mormorai imbarazzata. " Oggi pomeriggio l'ho incontrato, mi ha chiesto come mi chiamassi e di andarci a prendere un caffè. "
" E cosa c'è di male in questo? " Domandò non capendo il perché mi stessi facendo questi problemi. E, nemmeno io riuscivo a capirlo, evidentemente..
" Non lo conosco, Nina. Non so se quella sia la sua ragazza, se lo sta facendo apposta.. "
" Alessia, l'ho visto come ti ha guardata stamattina mentre cercavo la prenotazione di quella ragazza, sembra essere interessato a te. " Disse lei. " E non c'è nulla di sbagliato se ti piace, mica è un reato! "
Guardai Nina in viso per un paio di secondi, per poi gettarmi la fronte sulle braccia, coprendo il viso.
" Agnese è strana con me. Non capisco.. " Alzai di nuovo la testa. " Le ho anche raccontato di Matteo e mi ha subito detto che non è il mio tipo.. "
Nina iniziò a ridere, divertita: " Agnese è fatta così. Se qualcuna delle persone che conosce, anche sue amiche, è un passo avanti a lei, tende a fare così, sminuire. La conosco da quando era nel grembo della madre, l'ho vista nascere e crescere. Ho accolto quella donna che aveva la tua età, con delle valigie a pezzi, e pochi vestiti. E' cresciuta odiando sua madre per questa vita che le ha dato, quindi, quando è fuori di qui che non la faccio lavorare, si comporta da stronza. "
Sospirai. Quante cose nasconde una persona? Quante maschere abbiamo, ci creiamo, pur di non mostrare i nostri veri sentimenti? Il nostro vero essere?
Quante domande a cui nessuno riesce mai a dare una risposta, nemmeno il nostro io.
" Esci con quel ragazzo, prova a farti qualche amico in più. " Disse dopo una manciata di minuti di silenzio.
Annuii.
Afferrai il cellulare e scrissi un messaggio a Matteo:
Tu:
Matt per stasera salto, non mi va
uscire. Facciamo un'altra volta..