6.
Che per fare il vero fuoco
poi basta guardarsi.
Quando entrai in quel b&b l'unica cosa che volevo era trovare lei lì. Avrei usato la scusa di cercare Milla solo per poterla vedere, e, non so cosa ha smosso l'universo, la fortuna fu dalla mia parte!
Prima di entrare, riuscì ad osservarla mentre recuperava una rivista, buttandosi sul piccolo divanetto posizionato lì, appositamente. Alzò la gamba sinistra, stendendola, e poi iniziò a sfogliare le pagine. Sicuramente non leggeva, osservava e criticava.
Riuscivo a riconoscere le espressioni di una donna in base a come aggrottava le sopracciglia se qualcosa potesse interessarla o meno. La guardavo e mi piaceva. Non so cosa avesse di così bello da prendermi tanto, ma ero attratto da lei, dalle sue espressioni, da come mi aveva guardato ieri sera, e dalle sue risposte acide, come se non le interessasse chi avesse davanti. Dava l'impressione di avere un'armatura che la rendesse forte con chiunque si trovasse davanti.
Palese, comunque..
Sembravo uno stupido a restarmene fermo lì, in un angolino, quasi a spiare. Decisi di entrare, e subito i nostri sguardi si incrociarono. Alzò la rivista sul viso per coprirsi. Ma, quindi, anche a lei piacevo..?
La signora dietro alla reception mi scrutò anche, per poi chiedermi cosa mi servisse. Chiesi se Milla avesse prenotato la stanza anche per questa sera, e quando la signora si allontanò, ed io mi voltai, potei notarla mentre tornava ad alzare la rivista, coprendosi. Mi avvicinai al divanetto posizionato di fronte a quello dove stava lei, e mi sedetti. Un ghigno comparve sulle mie labbra; rimasi ad aspettare che togliesse quella stupida rivista dal suo viso.
" Hai ancora tanto da guardare? " Il suo tono sembrò acido, ed è quello che più mi aveva preso ieri sera.
Iniziai a ridere, chiaramente divertito dal suo modo di fare. Se ne accorse, e quasi abbassò le sue difese per un millesimo di secondo. Quanto può essere insicura una persona?
Tantissimo, e ne ero la prova anche io!
" Ti metto in imbarazzo, baby? " Le chiesi io. Non so a che proposito usai quel tono, ma rimase per un lungo attimo spiazzata.
" Ma chi, tu? Ma fammi il piacere! " Tornò a nascondersi.
Sorrisi, allo stesso tempo in cui la proprietaria tornò per dirmi che non aveva nessun'altra prenotazione a quel nome. La ringraziai, prima di uscire, le strizzai l'occhio. Ero sicuro che avesse preso colore sulle guance a quel gesto.
E quanto poteva essere bella una ragazza quando arrossiva per un piccolo gesto così insignificante?
Milla non era così. Milla non arrossiva. Milla non cercava mai di tenermi testa od essere acida con me. Lei era semplicemente Milla.
Non volevo fare lo stronzo della situazione, ma lei mi comandava, ed io come uno stupido le stavo dietro. Ma non solo perché provassi dei sentimenti per lei, anche perché Mario sapeva tutto, e contava su di me, purché fossi io a prendermene cura. Milla era sbandata, ed io il suo punto fermo.
Però mi stancavo anche io.
Mi stancavo a dover correre da una parte all'altra. Di preoccuparmi e restarci male quando lei mi respingeva.
Come ieri sera..
Ieri sera non ero riuscito a lasciarmi andare. Ero lì, con lei, ma la mia testa era altrove.
***
" Milla mi ha raccontato di ieri sera.. " Mormorò Mario parando il mio pugno. Quel pomeriggio era venuto ad allenarsi con me.
Lo guardai negli occhi mentre colpivo. Non risposi.
" Pensa che lei non ti eccita più. " Continuò il mio amico, parando ogni colpo.
" Ti dice proprio tutto, vedo! Avete chiarito? " Domandai cercando di sorvolare il discordo iniziale.
" Si. Mi ha chiamato ieri sera, anzi, stanotte verso le due credo.. Stava piangendo. " Confessò lui. " Mirko.. "
Roteai gli occhi e mi fermai, sapendo dove sarebbe andato a parare.
" Sai com'è Milla.. "
" Mario, per favore! Possiamo non parlarne? " Chiesi io, togliendo i guantoni.
" E quando ne vorresti parlare? Solo tu riesci a far stare mia cugina con la testa sulle spalle! Non voglio che soffra! " Esclamò lui, preoccupato come un fratello, come un padre.
Guardai Mario e poi gettai un sospiro. " Più tardi vado a prenderla a scuola, poi la porto a fare un giro.. "
Mario mi diede una pacca sulla spalla ed io accennai un sorriso.
Mi rimisi la maglietta e presi il pacchetto di sigarette dalla borsa, andando fuori. Accesi la sigaretta ed iniziai a scorrere il dito sullo schermo del cellulare. Avevo dei messaggi da parte di Milla. Li ignorai. Le avrei risposto dopo.
Alzai lo sguardo e vidi lei. Se ne stava da sola, con le cuffie alle orecchie, guardandosi intorno come se stesse cercando qualcosa.
Oggi era il mio giorno fortunato? Si, evidentemente si!
Quando vidi che stava per allontanarsi, posai il cellulare nella tasca, e gettando la cicca della sigaretta, iniziai a correre verso di lei.
L'afferrai per il polso, e lei sussultò:
" Ma sei impazzito? " Sbottò lei, arrabbiata.
Sorrisi. " Saresti scappata e poi con queste non mi avresti sentito.. " Accarezzai il filo delle cuffiette che sfiorava il suo collo.
Lo sfiorai anche io.
Tolse la mia mano, e si allontano, togliendole.
" Cosa vuoi? "
" Sei sempre così acida? " Chiesi.
" Si, con te si. " Sorrise divertita.
" Ti piaccio? "
" Ma chi ti conosce? Mamma mia! "
Iniziò ad incamminarsi ed io le andai dietro, divertito da questa situazione che si era creata. Era così bella.
" Mi dici il tuo nome? " Domandai.
" Non ci tengo. "
" Il mio è Mirko. " Continuai io.
" Non mi interessava saperlo. " si voltò verso di me, ed eravamo a pochi centimetri l'uno dall'altra. Che situazione strana.
" Me lo dici? " Chiesi ancora una volta.
Si allontanò giusto un po', roteando gli occhi contrariata:
" Alessia. "
" Mirko dobbiamo continuare l'allenamento! " Urlò Mario dalla porta della palestra.
Entrambi guardammo il mio amico, che dopo aver notato lei, sollevò le sopracciglia.
Mi avrebbe riempito di domande, quindi mi preparai mentalmente.
" Si, Mario! Adesso arrivo! " Dissi, voltandomi verso di lei, sorrisi. " Usciamo un giorno di questi? "
" No. "
" Non fare la dura, baby.. " Mi avvicinai più a lei. " Anche solo per un caffè un pomeriggio di questi, che ne pensi? "
" Ci penso! " Un sorriso beffardo comparve sul suo volto. Iniziai a ridere di lei, ed eccola che alzò gli occhi al cielo.
" Adesso devo andare, e anche tu. Ci vediamo. " Mi liquidò così.
La guardai fino a che non sparì in una traversina.
Tornai in palestra e Mario stava seduto sulla panca, scalzo. Alzò lo sguardo su di me, interrogatorio:
" E quella chi era? "
" Una ragazza che ho conosciuto ieri. Passava di qui e l'ho salutata " Scrollai le spalle, dirigendomi verso lo spogliatoio.
***
Ero seduto sulla panda, aspettando che Milla uscisse da scuola. Aveva scelto di frequentare il serale perché pensava fosse più adatto a lei e alla sua concentrazione.
Sbuffai e mi accesi una sigaretta, pensando a quella ragazza, Alessia.
Non mi capacitavo come qualcuno riusciva a cambiarti in poco tempo. Avevo voglia di vederla di nuovo, di vederla passare per quella strada, e il suo sorrisetto sul volto che mi lasciava credere che fosse contenta di vedermi. E lo era! Per quanto fosse acida, lo avevo notato che, anche lei, fosse presa da me.
" Mirko! " Milla corse verso di me, gettandosi fra le mie braccia, e stringendomi. " Mi dispiace per ieri.. " Sussurrò.
Scossi la testa, accarezzandole la schiena e sorrisi.
" Andiamo in quel b&b di ieri? Voglio passare la notte con te.. " Aveva preso a baciarmi sul collo, e con le mani stringeva la stoffa della mia felpa.
" Non mi sembra una buona idea, Milla.. " Mormorai io, guardandola.
Effettivamente, non lo era! Non volevo vederla e avere Milla con me.
" Eddai piccolo mio.. " Disse con fare cantilena.
Annuii.
Ero un coglione!
Quando salimmo in macchina, presi la strada per dirigerci verso il b&b, ma dentro di me non volevo. Non volevo che mi vedesse con Milla.
Sterzai bruscamente, spensi il motore, e mi avventai su di lei baciandola con foga.
" Mirko.."
" Sh.. ho troppa voglia di te. " mormorai io al suo orecchio, riprendendo a baciarla.
E dopo averla privata dei vestiti, mi spogliai anche io, sdraiandomi in mal modo su Milla ed iniziando a spingermi dentro.
Ma nella mia testa c'era lei.