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The Discendent

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Trama:

Un giovane ragazzo, futuro alfa.

È costretto dal padre, a frequentare una scuola di razze miste.

Lui presuntuoso e arrogante disprezza le altre specie, diverse dalla sua.

Credendo la licantropia, la razza superiore.

Infondo è stato un licantropo figlio della luna, a sconfiggere l'oscuro Walter.

Costretto ad andare in una scuola mista.

Farà i conti con le sue idee distorte.

E incrocerà un gruppo particolare.

Un branco

Il branco più male assortito di sempre.

Sarà proprio questo branco a farlo crescere.

Più di tutti, una ragazza.

E sarà guerra tra di loro.

E sarà una continua presa di potere.

Due alfa che si scontrano.

Che si cercano.

Che lotteranno insieme in una nuova guerra....

Avvisò:

Secondo libro della serie Lefko Kai Nychta.

Si può leggere da solo.

Ma io, personalmente, consiglio la lettura del primo, per avere una comprensione completa.

.

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capitolo 1
Osservo i ragazzi passeggiare nei corridoi. Chi pensa alla prossima lezione. Chi chiacchiera o organizza un uscita. Chi ripassa per l'interrogazione. E poi ci sono io. Che mi chiedo che cazzo ci faccio qui. Ma questo lo so già. Tutta colpa di mio padre. Che ha avuto la brillante idea di mandarmi qua. "Sono stanco delle tue cazzate. Magari andare lì ti insegnata qualcosa. E ti renderà l'alfa che sei destinato a essere." Cazzate. Mi vuole solo punire, perché non sono come vorrebbe. Vorrebbe un figlio ubidiente. Serio. E che pensa solo al lavoro. E invece gli è toccato un figlio. Che è tutt'altro che ubidiente. Non amo le regole. Non amo seguire gli ordini. Amo solo le feste. Il divertirmi con gli amici. E le donne. Ma solo per riscaldarmi il letto. Sono vergognoso? Deplorevole? No, sono un alfa e faccio quello che voglio. E dopo l'ennesima litigata con qualche vampiro del cazzo. Mia padre mi ha obbligato a frequentare questa scuola. Che più che una scuola a me sembra un circo. Vampiri, streghe e altre creature insignificanti. Che dovrebbero solo baciare la strada dove noi camminiamo. Non sono nulla in confronto ai licantropi. Infondo è stato un licantropo a sconfiggere il malefico Walter. Per giunta figlio della luna direttamente. E questa la dice lunga su noi licantropi. L'unica cazzate che abbiamo fatto. È proprio creare questo istituto. Dopo la grande guerra. Tutte i regni sono stati convocati in una riunione speciale. Dove si è deciso di creare questo istituto per tutte le specie. Per preparare le nuove generazioni, nel caso ci sarebbe stata una nuova guerra. E dopo diciassette anni di pace. Questo edificio è ancora qui. Le lezioni sono divise in pratica e teoria. La pratica potete capire in cosa consiste. La teoria invece è una rottura. È più che altro storia e conoscenza di tutte le razze. E come avrete capito, non me ne frega un cazzo. Taylor:" Ei Derek. Anche oggi di cattivo umore?" Sbuffo, scostando dalla spalla, la mano del mio futuro beta. Non che mio migliore amico. Derek:" Come da un mese circa. Finché dovrò stare in mezzo a questi esseri. Non sarò mai di buon umore." Mi incammino verso l'aula. Seguito dai miei due beta. Billy:"Guarda il lato positivo." E fa l'occhiolino a una ragazza che ci passa a fianco. Che come da copione sorride, e ricambia lo sguardo. Essendo beta e alfa non abbiamo bisogno di molte cerimonia. Emaniamo carisma e potere, senza volerlo. E quale donna resiste a tutto cio? Nessuna. A me basta anche meno. Mi basta uno sguardo. Una richiesta. E tutto viene esaudito. Cazzo. Io sono l'alfa. Arriviamo in classe, posizionandoci nei nostri posti in fondo. Taylor:" Be. Apparte questo. Ho delle novità." Lo guardo incitandolo a parlare. Ma il mio amico ama farsi desiderare. Derek:" Che cosa vuoi? Un premio? Parla." Lui sbuffa per il mio tono. Ma sa che non sono uno gentile o benevolo. Non è nel mio DNA. Taylor:" È arrivato un nuovo gruppo a scuola. Un branco. Sono circa in sette, ma non è questo la cosa divertente." E di nuovo si ferma. Dea, prima o poi gliela strappo quella lingua. Billy:" E allora? Parla pettegolo." Al mio amico scintillano gli occhi. Come se questa notizia lo elettrizasse. Taylor:" È un branco misto. Licantropi, vampira, stregone e persino un cacciatore. E si dice che vengano da un branco importante." Questa si che è una bomba. O almeno per loro. Per me sono solo gente in più da dover sopportare. Prof:" Bene ragazzi, fate silenzio. Oggi dobbiamo parlare di un argomento particolare. E..." Viene interrotto dall'ingresso del preside. Un grande licantropo. Frank, il Beta di Gray. Alfa di uno dei branchi più grandi del nostro regno. Si dica che il nostro preside partecipo in prima persona alla grande guerra. Affiancando il suo alfa. Insomma un uomo di tutto rispetto. Dal corpo robusto e muscoloso. Tutto in lui sprigiona potere, anche se è un beta. Preside:" Vi chiedo scusa per l'interruzione. Ma abbiamo dei nuovi studenti." Si fa da parte, lasciando passare due ragazzi e due ragazze. Tutti licantropi. Ma la cosa che mi sorprende è che a parte l'odore di licantropo. Non hanno altri odori. Ogniuno di noi possiede un odore che li caratterizza. Ma questi ragazzi non sanno di nulla. Il preside ci saluta e scompare. Come sempre di poche parole. Prof:" Bene ragazzi. Presentatevi e poi sedetevi." Un ragazzo dai capelli neri si fa avanti. Credo sia l'alfa. Nonostante la mancanza d'odore e la timidezza. Tutto in lui sprigiona alfa. La postura, lo sguardo. E la sua voce roca e autoritaria. Ragazzo:" Siamo del branco black night. Io sono Jek." La ragazza bionda e solare si fa avanti, svolazzando il suo vestito. Daiana. Il ragazzo biondo scuro, molto alto e prestante si fà avanti. Presentandosi come Marco. Ma chi mi colpisce di più è l'ultima ragazza. Capelli bianchi, occhi verdi. Un aspetto dolce e timido, nascosto da vestiti neri e aderenti. Xx:" Io sono Clodet." Clodet. Il suo nome scivola sulla mia lingua perfettamente. E devo ammettere che è molto bella. Attraente. Sembra così innocente e delicata. La preda perfetta. Cammina fiera verso un banco libero. Nonostante le apparenze si muove sicura e elegante. Una gomitata di Billy mi risveglia dai miei pensieri. Decisamente poco casti. Che cazzo mi sta prendendo. Non ho mai sentito un tale ardore. Persino il mio lupo si scatena sotto la pelle. Pronto a saltarle addosso. Prof:" Allora. Tra un mese circa ci sarà la ricorrenza della rinascita. Questo è un argomento di cui si parla più avanti nel programma. Ma il professore sono io, e quindi ho deciso di parlarvene." Tutti scoppiano a ridere. È un fantastico professore. L'unica cosa decente in questo posto. Prof:" Cosa sapete della grande guerra." Tutti conoscono quella storia. Diventata leggenda. Il primo a prendere parola e Alexander. Figlio di Gray. Anche lui ha tutto il mio rispetto. Riflette molto il mio ideale di licantropo. Alexander:" Fu la grande guerra contro Walter. Il male in persona. L'essere più potente mai esistito. Esso voleva distruggere l'intero mondo, e fu sconfitto da un insieme di branchi. Di cui anche il mio, motivo di molto fiero." Taylor:" Tutto molto vero. Ma c'è da dire che fu un solo licantropo a uccidere Walter. Per giunta figlio diretto della luna." Come sempre il mio amico non sa stare zitto. È davvero un pettegolo. Billy:" Un uomo davvero cazzuto." Tutti scoppiamo a ridere. Tranne i nuovi ragazzi. Che stranamente rimangono attenti e in silenzio. Ed io non posso non fissare la lunga coda da cavallo bianca. Che scopre una deliziosa nuca, che vorrei tanto mordere. Dea aiutami tu. Prof:" Tutto esatto. Tranne una cosa. Non era un uomo cazzuto. Ma una donna." Ed ecco che si espande una esclamazione sorpresa di tutti. "Una donna?" "Ma che stronzata." "Si come no, e io sono una bella fatina." Vengono tutti messi a tacere da un ringhio, proveniente dal nuovo gruppetto. Ma non riesco a capire da chi. Prof:" Conoscete bene la legenda dei figli della luna. Ciò che pochi sanno, è che non erano due fratelli. Ma due sorelle, gemelle. Che grazie alla loro famiglia un po' diversa. Riuscirono a sconfiggere Walter e il suo esercito di cacciatori." Nessuno osa dire una parola. Ancora scioccati. Sara:" Cosa intende per diversa?" Una strega prende parola. Chi cazzo le ha dato il permesso? Non è un argomento che le riguarda. Prof:" Una famiglia mista. Formata da licantropi. Una strega, un vampiro, una cacciatrice e un arciere del cielo. Ma quello che tutti ricorderanno di quella guerra è l'esercito che la luna oscura creo. Un esercito perfetto formato da licantropi di diversi branchi e vampiri. E fu lei stessa a dire, che senza quegli uomini non avrebbe mai sconfitto Walter." Un ringhio roco mi parte della gola. E prima di capirlo, sono già in piedi con i pugni sbattuti sul banco. Derek:" È deplorevole. Mischiarsi con quei succhiasangue. La luna oscura non è così maestosa come tutti dicono. Una licantropa con una famiglia del genere? Non può essere vero." La mia voce viene fermata da un ulteriore ringhio. Non mio. Ma dalla ragazza con i capelli bianchi. Che in piedi mi guarda, con i suoi occhi verdi, che piano diventano neri. Clodet:" Ma ti senti quando parli? E tu saresti un Alfa? La luna oscura non è ne meno un licantropo. È l'essere più potente che ci sia su questa terra. E la sua famiglia, lo è altrettanto. Tu sei un misero moscerino, inconfronto a tutto questo." Le ringhio adosso, incazzato nero. Come i suoi occhi, maledettamente grandi e profondi. Derek:" Come osi parlarmi così? Sai chi hai davanti?" Lei sorride. Facendo tornare i suoi occhi verdi. Clodet:" Nessuno. Tu non sei nessuno." Continuamo questa guerra di sguardi. Pronti a sbranarci. Prof:" Ok, calmiamoci. Anche se Clodet ha ragione. La luna oscura viene ricordata per la sua grandezza. E la sua capacità di comandare. Se pensate che è riuscita a creare un esercito del genere. I fatti parlano da soli." Ma questo discorso non ferma la nostra battaglia. I denti e gli artigli escono fuori. Entrambi siamo pronti allo scontro. Prof:" Vi conviene tornare seduti. Se non volete fare visita al preside. Che non è conosciuto per la sua benevolenza." No. Per nulla. Nelle sue punizioni è abbastanza sadico. Quindi entrambi decidiamo di tornare seduti. Ma quell'elettricita nell'aria non scompare. Sara:" È ancora viva?" Ancora parla? Ma non sa stare zitta? Prof:" Si. Ma si dica che ha deposto le armi, per vivere una vita semplice e serena." Sento dei bisbigli nel gruppo nuovo. Ma sento solo un pezzo del discorso. "Certo serena e tranquilla." Detta in tono ironico e divertito. Chi sono davvero questi ragazzi? (Attraverso collegamento.) Derek- Taylor scopri tutto ciò che puoi su quel gruppo. Taylor- Sono già a lavoro. Alla fine della lezione i ragazzi nuovi sono già scappati via. Ed io accelerò il passo. Devo scoprire chi sono davvero. Taylor:" Eccoli." Il mio amico ha già capito cosa voglio. E mi indica un gruppetto che cammina in lontananza. Sette ragazzi camminato in mezzo al corridoio. Marco abbraccia una vampira. E da come la stringe, credo sia la sua compagna. Mi dà la nausea. Lo stregone e il cacciatore se la ridono spintonandosi. Il tutto capitolati dai tre licantropi, che camminano come se fossero i re del mondo. Jek abbraccia Clodet, baciandole il capo. E senza volerlo sento il mio lupo ringhiarmi dentro. Non è la mia compagna. Non ho sentito il legame. Ma qualcosa nei suoi occhi attira i miei. Taylor:" Il branco più strano mai visto. E la tua lupetta ne sembra il capo." Gli ringhio contro. Ma lo stronzo se la ride. È così evidente? Ha per caso lasciato dei segni sulla mia pelle? Ci passano a fianco. La sua spalla sfiora la mia. Di istinto cerco il suo odore. Ma nulla. Lei non sa di nulla. La guardo andare via. Accendendo i miei occhi di rosso. Scoprirò chi è quella ragazza. E poi sarà mia. Perché si, io devo domarla. Ad ogni costo. -_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_- Pov Clodet Sospiro, guardando fuori dalla finestra, della mia camera. Il primo giorno di scuola è finito, prima del previsto. Oggi abbiamo deciso di fermarci solo mezza giornata, giusto per ambientarci. Ma da domani si fa sul serio. Sono stata proprio io a proporre di farci venire in questa scuola. O meglio io volevo venirci e i miei fratelli e sorelle si sono uniti. Ci ho messo un mese a convincere papà. Che mi vede ancora come la principessina di casa. E per questo che sono voluta venire qua. Ero stanca di essere trattata come la figlia dell'alfa, anche se lo sono. Ma tutto quel ringuardo mi dava ai nervi. Al contrario mia madre mi ha subito capita e accettata. E mi ha aiutato a corrompere papà. Così ora abitiamo tutti in una casa poco lontana da scuola. Perché troppo distante da casa. Mentre sono persa nei miei pensieri. Un dolce profumo riempie la casa. Un odore che conosco bene. Odore di casa. Appena lo percepisco corro verso il piano di sotto. In soggiorno i miei fratelli mi hanno già preceduta. E tutti sono stretti ai loro genitori. Anche mio fratello è stretto a nostro padre. Ma io ho occhi solo per lei. E in pochi secondi sono tra le sue braccia. Clodet:" Che ci fate qui?" Inspirò il suo odore. L'odore che in parte appartiene anche a me. Inebriandomene. Nychta:" Pensavi davvero che sarei mancata, il primo giorno di scuola dei miei figli? Mi sottovaluti Cloe." La stringo ancora a me. Sentendo la gelosia di mio padre. Io amo mio padre. È l'unico uomo che amerò mai. Ma la mamma... È la mia mamma. Avendo lo stesso carattere, spesso e volentieri litighiamo. Ma poi finiamo sempre così. Strette in un abbraccio. Molti la vedono ancora come la luna oscura. Ma da quando ne ho memoria, lei ha sempre messo davanti a tutti me e mio fratello Jek. Jeson:" Ma dai... Ci sono anche io. È anche mia figlia." Io e la mamma scoppiamo a ridere. Ed io decido di accontentarlo. Drogandomi anche del suo profumo. Jeson:" Io ancora non capisco perché nascondere il vostro odore. Tutti devono sapere che siete i nostri figli." Il solito gelosone. E poi fa tante storie alla mamma. Ben:" Sono d'accordo con lui. Ma da una parte sono felice che nessuno senta l'odore di Daiana." Lefko:" Il solito padre gelosone. Non è più una cucciola. Fattene una ragione." Madre e figlia scoppiano a ridere Sotto il rifugio di zio Ben. Nychta:" Non esagerare Lefko. Tutti loro saranno sempre i miei cuccioli. Caso chiuso." Questo discorso ormai è diventato logoroico. Mia madre ha un legame con tutti noi. Anche con i miei cugini. Non ne sono mai stata gelosa, perché è un affetto da Luna del branco. Rimarrà sempre la mia mamma. Jek:" Mamma, con l'età diventi sempre più logoroica." E di quel cretino di mio fratello. Nychta:" Mi stai dando della vecchia? Ti devo ricordare com'è finita l'ultima volta?" Scoppio a ridere. Io lo ricordo bene. Mamma gli ha fatto seguire i suoi allenamenti completi. Risultato. Jek ha dormito per due giorni per la stanchezza. Jek:" Vecchia tu? Ma cosa dici. Sei la giovinezza fatta in persona. Quanto avrai? Vent'anni?" Beatrix:" Si per gamba." Scoppia a ridere insieme a Martinez. Che come vede lo sguardo di mia madre, si asseria subito. Nychta:" Prima o poi ti stacco la lingua strega." Ma Beatrix non si spaventa e le fa la linguaccia. Beatrix:" Lo dici sempre, e non lo fai mai. Cane che abbaia non morde." E tutti scoppiano a ridere. Nemmeno gli occhi neri di mia madre ci ferma. Mio padre l'abbraccia consolandola. Jeson:" Non la ascoltare amore mio. Sei bella come quando ti ho conosciuta." Ora vomito arcobaleni. Ma alla fine amo queste scenette. I miei genitori si amano come 17 anni fa. Mia madre è ancora gelosissima di lui. E lo dimostra senza problemi. Basta che una donna sorride al suo alfa. E si scatena una tempesta. C'è anche da dire che mio padre è un bellissimo uomo, nonostante sia vicino ai 40. La sua bellezza è sempre la stessa, solo più matura. Ilenia:" Ora ci dite perché siete qui? La scusa della mancanza dopo tre giorni, dura poco." Amo quella vampiretta. Ha lo stesso carattere della madre. Forse è la mia migliore amica anche per questo. Valéry:" Figli di poca fede." Il figlio sbuffa, guardandola serio. Carlos:" Ma davvero mamma? Quindi siete qui solo per un abbraccio?" Il padre sorride, fiero di suo figlio. Non c'è molto da combattere. Siamo molto simili ai nostri genitori. Devid:" Più o meno." Ecco lo sapevo. Sono sempre i soliti. Lefko:" Faccio un infuso fresco. Sarà una lunga chiacchierata." Ok. È peggio del previsto. Ci sediamo intorno al grande tavolo. Io come abitudine mi siedo in braccio a Jek. Abbiamo due caratteri completamente opposti. Nonostante le nostre sembianze, destino ha voluto che io assomigliassi molto a mia madre e lui a papà. Ma nonostante ciò, il nostro legame è qualcosa di assurdo. E l'essere gemelli peggiora le cose. Mamma come sempre ci guarda fiera. Ama il nostro legame. E ci ha già detto che se lo spezziamo lei ci spezza le gambe. E dice davvero. Fede:" Alla faccia della Luna oscura serena e tranquilla." Io e i ragazzi scoppiamo a ridere davanti alle parole dello stregone. Credo che anche loro abbiamo parlato della grande guerra. Sono un anno più piccoli lui, Ilenia e Carlos. Ma questo non ci ha mai creato nessun problema. Siamo cresciuti tutti insieme. Per questo io li considero miei fratelli. Nychta:" Vorrei saper chi vi dice queste cazzate. Ma non siamo qui per questo." Il suo tono si fa duro. E quando succede tutti noi sappiamo che è ora di smettere di ridere. Mia madre è sempre rimasta la stessa. Forte e autoritaria. E ha cresciuto noi allo stesso modo. Allenandoci e istruendoci a essere dei grandi alfa. Nychta:" Accettiamo la vostra scelta di indipendenza. E non ci metteremo in mezzo. Ma a una condizione." Beatrix posa in medaglione nero a forma di luna sul tavolo. Beatrix:" Vogliamo che uno di voi lo indossi sempre. E un medaglione di richiamo. In caso di pericolo basterà premerlo. E noi saremo da voi in pochi secondi." Accettiamo senza problemi. Se può farli stare tranquilli perché no. Anche se spero non serva mai. Marco:" Devi indossarlo tu Clodet. Infondo sei la nostra Alfa." In relata non abbiamo ancora deciso chi tra me e Jek salirà al trono. In teoria dovrebbe esser lui, essendo uomo. Ma siamo cresciuti nella completa uguaglianza. Infatti siamo cresciuti con gli stessi allenamento e insegnamenti. La decisione aspetta solo a noi due. Ma non volendo con il mio carattere più forte del suo. Tendo spesso a coprire quel titolo. L'afferrò e Jek me la lega al collo. Clodet:" Per fortuna è carina. Altrimenti col cavolo che la indossavo." Tutti scoppiamo a ridere. Mentre mii padre mi guarda esasperato. Jeson:" Sei impossibile figlia mia. Mi chiedo da chi tu abbia preso." Nychta:" Già chissà da chi." Mia madre mi guarda sorridendo come sempre. Sa che sono uguale a lei. A volte mi ha confessato che avrebbe voluto che ereditassi il carattere dolce e mansueto di mio padre. Così mi sarei trovata bene con gli altri. Ma alla fine ogni giorno mi dice che è fiera della donna che sono. Anche se sono una testa calda. *-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Dopo ore di chiacchiere e risate Decido di uscire in giardino, per osservare le ultime luci del giorno. Per quanto amo la mia famiglia. Ho un pensiero in testa che non mi dà pace. Nychta:" Lui chi è?" Non sono sorpresa di trovare alle mie spalle mia madre. Lei sa sempre cosa ho e dove trovarmi. Si siede al mio fianco, ammirando il tramonto. Clodet:" Cosa ti fa pensare che c'è di mezzo un lui?" Lei mi sorride, abbracciandomi come quando ero una bambina. Nychta:" Hai lo sguardo perso. La mente chissà dove. Il tuo cuore palpita forte e chiaro. Insomma sintomi che avevo anche io, quando ho conosciuto tuo padre." Come ho già detto mia madre mi conosce troppo bene. Clodet:" È un prepotente, arrorante, presuntuoso e ignorante. Un alfa da prendere a calci dalla mattina alla sera. E insopportabile e impossibile. E lo conosco solo da un giorno." Lei sorridendo, prendendo la mia mano non troppo chiara, incrociandola con la sua bianca . Nychta:" Ma al cuore non si comanda. Se la Luna ha scelto lui, ci sarà un motivo. Sarà anche una stronza, ma quando si parla di legami ci becca sempre." Amo sentire parlare mia madre della Luna. Non l'ha mai chiamata madre. Per lei l'unica madre che esiste è Daiana. La donna che le ha messe al mondo e cresciute. Clodet:" Non gli ho fatto sentire il mio odore. E non l'ho reclamato come mio. Non mi sento pronta." Mi bacia il capo, cercando il mio odore. Ed io glielo lascio sentire. È uno dei poteri ereditati. E che hanno anche mio fratello, Daiana e Marco. Nychta:" Io ci ho messo un mese prima di reclamare tuo padre. Quindi non ho voce in capitolo. Fai ciò che ti fa stare bene. Ma non perché ne hai paura." Ha proprio colpito nel segno. Io ho paura. Paura di quei capelli castani. Di quegli occhi grigi come il fumo. Di quel corpo che il doppio del mio, che potrebbe farmi da scudo completamente. Di quel profumo di terra bagnata e erba fresca. Paura di quel carattere egocentrico e presuntuoso. Ma soprattutto ho paura di quello che provo. Perché so che durerà per sempre. E il sempre fa paura. Maledetto alfa che inondi i miei pensieri...

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