Capitolo Ventidue La mattina seguente, Mia si svegliò tra le braccia di Korum. Era un evento così insolito che aprì gli occhi non appena si rese conto di cosa stava succedendo. Era distesa su un fianco, cullata contro il suo corpo. Erano entrambi nudi, e sentiva la sua erezione semidura, che le spingeva sulla curva delle natiche. Sorpresa, si voltò per guardargli il viso e vide che era sveglio. Notando i suoi movimenti improvvisi, le sorrise e le strofinò le labbra sulla fronte. "Sei sveglia, vedo." Annuì, sbattendo le palpebre nel tentativo di scacciare la sonnolenza. "Che cosa ci fai qui? Di solito ti svegli molto prima..." "Non volevo lasciarti sola" spiegò Korum dolcemente, accarezzandole la guancia. "Sembravi avere un sonno agitato, gridando ogni due ore, e volevo assicurarmi ch

