VIII-3

1419 Parole

« Ma come ha fatto ad avvelenarsi?» « Lo ignoro, dottore, e addirittura non so dove abbia potuto procurarsi quell'arsenico.» Justin, che stava portando una pila di piatti, fu assalito da un tremito. « Che hai?» disse il farmacista. Il ragazzo, a questa domanda, lasciò cadere tutto per terra, con un gran fracasso. « Imbecille,» gridò Homais « inetto, maldestro, sventato, asino.» Ma subito si padroneggiò: « Ho voluto, dottore, tentare un'analisi, e anzitutto ho delicatamente introdotto in un tubo…» « Sarebbe stato molto meglio» disse il chirurgo « introdurle due dita in gola.» Il collega taceva, avendo ricevuto poco prima, in privato, una bella lavata di capo a proposito dell'emetico, per cui questo Canivet, così arrogante e verboso la volta del piede zoppo, sembrava adesso assai mo

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