— È uomo che ha molti pensieri e giusto adesso è afflitto da una sventura di famiglia e da un accidente finanziario. Si trattava della demenza di Fumigi e del prossimo inevitabile fallimento della sua casa. Gli raccontò che, per affetto al nipote, Maller aveva dovuto addossarsi la liquidazione della sua casa, e che soltanto dopo assunta s’era accorto ch’era passiva per speculazioni sbagliate fatte da Fumigi nei due ultimi mesi. Miceni diceva che il disastro era stato apportato precisamente dall’indebolimento delle qualità intellettuali di Fumigi. Quanto alla causa della malattia stessa, supponeva che fosse da ricercarsi nell’esagerata sua attività. — So io che questa estate lavorava dieci ore al giorno in ufficio e poi ancora dell’altro a casa, su certi problemi di matematica. Il suo debo

