diciasette

1808 Parole
Yoongi's Pov "Yoongi hyung! Posso avere il tuo numero?" "Suga! Sei single?" "Hyung! Possiamo uscire insieme?" "Capitano? Tu e Park state insieme?" "Puoi stuprarmi?" "Posso succhiarti il cazzo?" "Yoongi! Hai una voce così sexy!" "Posso rapirti?" Oh, cazzo, non di nuovo. Esco dalla porta laterale della palestra, senza guardare la massa di ragazze urlare domande. Sbuffo, cercando di ignorarle anche se è difficile visto che ora sono davanti a me. "Neanche i paparazzi saranno così fastidiosi, Dio Santo!" Borbotto guardandole male. "Ma, hyung!" "Oppa Yooogi!" "Smettetela, grazie. Devo andare a casa, sono stanco." Dico infastidito. "Allora sei gay davvero?" Domanda una di loro. "Perché mai dovrei esserlo?" Chiedo io. "Perché non parli mai con le ragazze." Risponde un'altra, imbronciata. "Questo non vuol dire niente, toglietevi, ora." Ribatto cercando di seminarle. "No, ora ci devi spiegare..." Grida una ragazzina bassa. "Spiegare cosa? Non ho la fidanzata perché non voglio avere relazioni. Questo è tutto." Urlo per niente felice. "Quindi fai scopate occasionali?" "Posso averti per una notte?" "Sono bravissima a fare sesso!" "Voglio perdere la mia verginità con te!" "Siete disgustose, sparite, ora. Mi avete stufato." Dico infine, incamminandomi lontano da loro, vedendo che ci erano rimaste male. "Oh, sei qui, piccoletto!" Sento J-hope dire appena mi vede vicino al cancello. "Sono sicuro di essere più grande di te, cavallo rincoglionito." Rispondo annoiato. "Quindi? Com'è andata con Jimin?" Domanda curioso, facendomi corrucciare. "La smettete tutti di chiedermi di lui? Cazzo c'è di sbagliato in voi?" Esclamo irritato. "Calmati, amico." Mormora Hoseok, intimidito. "Dove sono Nam e Jin?" Chiedo abbassando il tono. "Sono andati a casa." Dice il rosso. "Okay. Stai da me, oggi?" Domando passando un braccio sulla spalla del ragazzo. "Se mi vuoi con te, Min, accetto volentieri." Risponde lui, sorridendo. "Stupido, sei sempre a casa mia e ora mi chiedi anche se ti voglio con me?" Chiedo divertito. "Non si sa' mai di te, Suga. Ma in fondo, sei uno zuccherino, lo sappiamo tutti." Dice Hobi. "Cosa intendi con quel 'tutti'?" Domando scettico al rosso. "Io, Joonie, Eomma e i ragazzi della squadra." Risponde aprendo la porta di casa mia. "Idiota." Borbotto seguendolo all'interno. ___ "Ho un'idea, Hoseok." Mormoro, guardando il ragazzo sdraiato sul mio letto matrimoniale. "Cosa?" Chiede sbadigliando e girandosi verso di me. "Ti ricordi, il quaderno che Park mi ha fottuto?" Domando vedendolo annuire. "Ecco, lui non ha intenzione di darmelo. Questo lo avrai capito, no?" Sussurro. "Mh, beh, almeno hai cambiato idea su di lui." Risponde Hobi, divertito. "Come?" Chiedo scocciato. "È ancora un 'piccolo nerd', uh?" Ribatte lui, ridacchiando. "No, è uno furbetto stronzo, ecco tutto." Dico facendolo scoppiare in una risata di scherno. "Te l'avevo detto, Min." Mormora. "Devo comunque fare un giro a casa sua, sai, per essere pari. E riprendere il mio libro." Comunico al rosso, vedendolo scuotere la testa. "Siete entrambi due teste di cazzo." Dice infine, girandosi sul fianco per poi bisbigliare un 'notte yoongi'. "Notte Hoseok." Rispondo, sdraiandomi di fianco a lui, a mia volta. __ "Non ci posso ancora credere che sto davvero seguendo Chim e nascondendomi dietro ogni muro solo per aiutarti a controllare ogni sua mossa. Sei un maniaco, Yoongi." Borbotta il rosso cercando di sporgersi per vedere se Jimin dalla nuova chioma dorata, fosse uscito dal bagno. Lo vedo prendere il cellulare dalla tasca, dopo essersi asciugato le mani e camminare verso una rampa di scale. Si guarda intorno, notando nessuno nel corridoio e prende posto su uno dei scalini, poggiando lo zaino, senza togliere gli occhi dal telefono. "Oi, Hobi, vai a chiedergli se ha lezioni fino a tardi." Dico al ragazzo vicino a me, facendolo sbuffare e incamminarsi verso di lui. "Ehi, Jimin." Saluta facendolo sobbalzare spaventato. Porta la mano sul petto, inspirando. "Hoseok." Mormora poi. "Come va?" Domanda il mio amico, facendolo sorridere. "Uh, pensavo non mi avresti più parlato dopo..." Comincia a dire Park ma vieni fermato da Hoseok che gli tappa la bocca con la mano. "Non preoccuparti, non sono arrabbiato con te." Risponde quest'ultimo lanciando un'occhiata nella mia direzione. Io faccio una faccia interrogativa, non avendo capito di cosa stavamo parlando. "Okay, allora." Sussurra il biondo, sollevato. "Hai lezione?" Chiede il rosso. "Oh, si, oggi devo stare qua fino alle quattro. Sai, abbiamo il consiglio in cui si sceglierà chi è stato il migliore nel contest." Spiega facendomi incuriosire e mi avvicino di più al muro. "Tu chi pensi che sia?" Domanda Hoseok malizioso, facendomi imprecare internamente. "Uhm, io?" Risponde il più piccolo facendomi alzare gli occhi al cielo. "Wo, capisco. Ti puoi auto-votare?" Chiede poi il rosso. "Si e lo farò." Conclude guardando l'altro negli occhi. Il mio amico annuisce, salutandolo con un cenno della mano, prima di venire nella mia direzione. "Poco modesto il ragazzo, ah?" Dice Hobi, ridacchiando. Io non rispondo, troppo impegnato a fissare il mocciosetto prendere un lecca lecca ed infilarselo in bocca. "Cazzo guardi, Suga?" Domanda Hoseok tirandomi per la maglia. "Nulla, coglione." Rispondo scocciato. "Che si fa, ora?" Chiede poi, annoiato. Gli sorrido, mordendo la mia guancia dall'interno e facendogli segno di seguirmi. "Dove abita, mh?" Domando. "Eh? Che ne so!" Dice il rosso, mentendo. "E io ti credo. Per piacere, andavi a casa sua ogni tre giorni o più. Dimmelo, su. Non sto facendo niente di sbagliato, infondo." Ribatto sarcastico, uscendo dall'ingresso della scuola.  "Perché ti sto aiutando? Perché?" Si lamenta senza darmi una vera risposta. "Beh, se non me lo dici tu, lo chiedo a qualcun altro." Mormoro prima di avviarmi verso ad un gruppetto di primini. "Ehy, piccoletti. Sapete dove abita Park? Park Jimin?" Chiedo minaccioso. "Yoongi, cazzone. Vieni indietro, ora." Urla Hoseok raggiungendomi. "Quindi?" Domando di nuovo, fissando i visi impauriti. "Tre vie avanti e poi devi girare a destra. C'è una caffetteria di fronte a casa sua." Balbetta uno di loro, facendomi annuire. "Si chiama 'Cafè noir', giusto?" Chiedo come per accertarmi. "Si, quella." Sussurra un altro. "Okay." Dico senza ringraziare e prendo il mio amico per il polso. "Vieni, cavallo, la grande missione ci aspetta." Esclamo vedendolo contrariato. "Smettila di chiamarmi cavallo." Borbotta infastidito. "Cosa dovrei dire? J-hoooope, my hopeee, dammi speranza?" Chiedo ironico, camminando sul marciapiede, guardando le villette a schiera color rosa pastello. "Si, dovresti. E poi, sono quello che ti aiuta ogni volta che sei ubriaco fradicio." Dice altezzoso. "Wow, grazie mille Oppa." Rispondo ridendo. "Ew, levati, scemo." Dice quando cerco di stampargli un bacio sulla guancia. "Scusami tanto, Oppa Hobi. Non sono io quello che ti salta addosso ogni volta che può." Borbotto ricordando tutte le volte che Hoseok è appiccicoso e troppo affettuoso. "Ya Suga! Non preoccuparti, lo faccio solo perché sei il mio preferito." Conclude il rosso, prendendomi sottobraccio, arruffandomi i capelli. __ "Eccoci arrivati. Che casetta carina." Mormoro guardando la villa a due piani, color turchese. "Faccio io, Yoongi. Non entreremo di nascosto, scordatelo." Borbotta Hoseok, superandomi e bussando alla porta. Lo seguo, aspettando che qualcuno aprisse. Una donna sui quaranta si sporge dalla porta di legno e sorride appena vede il mio amico. "Hobi!" Esclama allargando le braccia. "Signora Park." Saluta il rosso, scuotendo la mano. "C'è Jimin?" Domanda poi Hoseok. "Oh no. Mi dispiace." Risponde la donna lanciandoci un'occhiata di scuse. "Posso salire e prendere un libro che ho dimenticato qui, settimana scorsa?" Chiede il mio amico gentilmente. "Certo, vieni dentro. E anche il tuo amico. Come ti chiami?" Domanda in tono caldo la madre di Park. "Yoongi, Min Yoongi, signora." Rispondo regalandole un sorriso falsamente dolce. "Aw, sei un amico di Chim?" Chiede poi, raggiante. "Si, ovvio." Dico cercando di suonare convinto. "Prego, entrate." Dice lei, facendoci passare. Hoseok va verso le scale e io lo seguo. Entriamo in una delle stanza presenti nel corridoio illuminato. Il rosso apre le luci e guardo la camera del ragazzo, non sorpreso. Tutto è perfettamente ordinato. Sorrido, guardando una confezione di cioccolatini sulla scrivania e tanti accessori sono posti su di essa. Vedo una fiala di smalto trasparente, braccialetti femminili e profumeria. Mi avvio verso lo scaffale pieno di grandi volumi di libri e do un'occhiata, non vendendo quello che sto cercando. Alzo i quaderni sulla scrivania, vedendo solo materiale scolastico. Prendo una delle caramelle dal barattolo poggiato vicino al portatile e mi abbasso, guardando sotto il letto. C'è una scatola. Incuriosito, la prendo, attirando l'attenzione di Hobi, che viene verso di me. "Cos'è?" Chiede. "Non lo so." La apro, fissando scioccato, una serie di lamette e coltellini. "Che cazzo..." Mormora il mio amico, stupito. "Non sarà mica autolesionista?" Domando alzando il sopracciglio. "No. L'ho visto in boxer due settimane fa, non ha nessun segno strano." Sussurra il rosso. "Per cosa usa questi, allora?" Chiedo poi. "Non lo so." Borbotta Hoseok. "Magari è un psicopatico." Dico fissando le lame pulite. "No, non lo è. C'è qualcos'altro, ovviamente." Bisbiglia piano, chiudendo la scatola e rimettendola via. "Io, non so, come pensare, in questo momento." Mi dico tra me stesso, passando una mano sulla fronte. "Dov'è il quaderno?" Chiede Hobi, spezzando il silenzio. "Non lo trovo." Sussurro. "Guarda in quei cassetti, Suga." Dice il rosso. Apro il primo mobile, vedendo alcune felpe e nulla di interessante. "Penso ce l'ha lui, con sé." Borbotto infine, sedendomi sul letto. Hoseok mi guarda. Ricambio, sentendo la porta aprirsi all'improvviso. "Ma cosa pensavate di fare?" Urla Jimin lanciando un'occhiata arrabbiata a Hobi prima e poi a me. "Nulla?" Risponde il rosso, alzando entrambe le braccia. "Siete in camera mia, senza il mio permesso!" Grida di nuovo, facendomi innervosire. "Stai zitto Park." Ribatto, fulminandolo. "Non sono io quello che entra nelle case della gente di nascosto e fotte cose. Tappa la bocca e calmati." Jimin incrocia le braccia, imbronciato. "Ma-" Balbetta cercando di difendersi. "Ma un cazzo. Ora, mi dai il quaderno, se non vuoi essere ammazzato." Dico minaccioso. Lui non si muove, rimanendo nella stessa posizione, corrucciato. "Tu non puoi ammazzarmi." Mormora poi, ridacchiando. Mi alzo, vedendolo indietreggiare. "Dammi il tuo zaino." Dico allungando la mano. "No." Borbotta tenendolo forte. "Chim, fai quel che ti dice. È meglio per entrambi." Ci interrompe Hobi, lanciando un'occhiata al biondo. Mi avvicino di più al ragazzo, fino a che lui è ormai attaccato al muro. "So che ti piaccio e cerchi sempre di starmi vicino. Se lo vuoi, basta chiedere." Mormora Jimin quando lo afferro per il collo, seducente. "Ma no! Stupido, che cazzo dici?" Urlo sentendo Hoseok ridere. "Uh, si, si, non provare a mentire. A scuola tutti dicono che hai la cotta per me." Sussurra ammiccando e mordendosi il labbro. "No. No e no. Che cazzo stai facendo?" Dico quando lo vedo avvicinarsi al mio viso. Mi allontano, scioccato e gli lancio un'occhiataccia prima di uscire. "Almeno gli ho fatto dimenticare del libro." Lo sento dire mentre batte la mano ad Hoseok. Sbuffo, cercando di sorridere a sua madre e infine, apro la porta d'ingresso, uscendo all'aperto. Me la pagherai, Park Jimin. __
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