Jimin's Pov
Mi siedo sul letto, guardandomi attorno, per accertare che ogni cosa fosse al suo posto. Tutto sembra essere perfetto. Come lo avevo lasciato.
Yoongi non era sembrato felice, dopo la mia mossa seducente. Anzi, ne sembrava solo e totalmente infastidito.
Non gli piaccio, quindi.
Avevo pensato che magari, lui avrebbe avuto qualche reazione strana, ma a quanto pare, il ragazzo è etero.
Appoggio il mento al palmo della mano, sentendo le rotelle del mio cervello, rotare.
E se...
Comincio a provocarlo, facendo credergli che mi piace? Potrei annoiarlo a morte e innervosirlo, senza che lui pensi al vendicarsi. Intanto, potrei ottenere altre informazioni su di lui, i suoi genitori e lei.
Suona bene?
Beh, sì, potrebbe essere un vantaggio per me e il mio modo di fare e sfidare le persone sbagliate.
E per persone sbagliate, sì, sto parlando di Min Yoongi. Il ragazzo tanto egocentrico a cui avevo parlato un mese fa, per il fatto che lui, non sapesse il mio nome.
E ovvio che io sapevo il suo, ovvio. In fondo è il capitano tanto famoso della squadra di basket. Il ragazzo che tutte le ragazze desiderano. Io continuo a chiedermi cosa ci vedono in Suga. Magari lo vogliono solo per fama. Yoongi non è un tipo romantico e non sembra neanche interessato a nessuno dei due generi. Ma, in quanto so, solo le ragazze lo seguono. I ragazzi, sembrano solo gelosi di lui e dei suoi talenti. Io non sono geloso di lui, no. Ognuno ha diverse passioni e dovrebbe trovarle, sfruttarle.
Quando ho scoperto la danza, ero ancora troppo piccolo per capire se il piacere che provavo nel ballare fosse diverso da quello che provavo quando riuscivo a fare esercizi di matematica giusti. E sì, sono bravo a scuola da sempre ma non mi piace molto. Lo faccio solo per obbligo. Ma la danza, mi fa sentire me stesso. Non me ne frega niente se qualcuno crede che questo sport è da ragazze, perché no, non lo è. Ballare mi da forza, è come droga nelle vene, non ti riesci a fermarti quando cominci, ti ruba il cuore e no, non te lo dà indietro. Ne vale la pena.
E può essere lo stesso per Yoongi. Forse, ha dato tutto per il basket. Cuore, anima e corpo. È un po' come quando sei innamorato. Lo sei con tutto. E ami tutto della persona che ti ha rubato il cuore.
È come se dipendi da essa.
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"Jimin, amore, alzati!" Urla mia madre, bussando alla porta.
"Si, arrivo." Mormoro infilando la testa sotto il morbido cuscino.
Sbadiglio, aprendo lentamente gli occhi, sentendo il dolore nelle gambe, dopo la corsa fatta il giorno prima.
Mi alzo, stiracchiandomi.
Scendo le scale, mettendomi a sedere sul tavolo. Comincio a mangiare, affamato. È un'abitudine, quella di mangiare tanto la mattina.
Mia madre comincia a parlare del ragazzo dai capelli verdi e di quanto sembrasse carino. Alzo gli occhi al cielo, ripetendo 'si, si, proprio uno zuccherino' nella mia mente. Lei mi chiede se lo frequento da tanto. Io scuoto la testa.
"Jimin, dovresti uscire con lui più spesso. Sembra un gentiluomo." Dice sognante, facendomi strozzare.
"Mamma. No. Qualunque idea tu abbia, è un no da parte mia." Borbotto bevendo il succo d'arancia.
"Suvvia, figliolo, sei single da sempre." Risponde mio padre, di buon umore.
I miei genitori sanno che preferisco i ragazzi, infatti, mi incitano a conoscere i figli dei loro datori di lavoro. Io nego sempre.
"Papà!" Urlo offeso.
"Jiminie. Impara da Tae e Jungkook. Sono una coppia perfetta. La prossima volta che vengono, chiederò a loro di aiutarti con Yoonkii." Esclama eccitata.
"Prima di tutto è Yoongi. Non Yoonkii. E seconda cosa, non dire niente di questo a quei due idioti." Dico prendendo un morso del croissant.
"Sono i tuoi migliori amici Jimin." Mi riprende mio padre, sorseggiando il caffè.
"Ma a me non piace Suga." Ribatto.
"Suga?" Chiede mia madre confusa.
"Suga chi?" Domanda poi, mio padre.
"È il soprannome di Yoongi." Mormoro irritato.
"Gli hai dato un soprannome? Aw che cosa carina-" Balbetta lei.
"Non gliel'ho dato io. È il suo nome nella squadra." Spiego continuando a mangiare.
"Che sport pratica?" Chiede mio papà, curioso.
"Basket. È il capitano." Rispondo con nonchalance.
"Uh, ma non è mica il figlio dei signori Min?" Domanda mia madre, corrucciata.
"Si, perché? Li conoscevate?" Indago vedendoli annuire.
"Io e sua madre eravamo compagne di classe." Dice lei, senza sorridere.
"Dove sono loro, adesso?" Chiedo volendo sapere di più.
"Erano morti dopo la nascita del primo figlio. In un incidente d'aereo." Sussurra poi.
"Chi lo ha cresciuto, allora?" Domando.
"Oh, sua zia fino ai dieci anni, dopodiché sua nonna ma ai suoi quindici, anche lei è morta." Continua lei.
Annuisco, stando in silenzio per la durata della colazione e poi, volo in camera per cambiarmi. Dopo una mezz'oretta mi avvio per andare a scuola. Il clima sembra migliorato, ma non tanto.
"ChimChim!" Urla il mio amico biondo, vedendomi camminare.
"TaeTae." Rispondo, raggiungendolo.
"Tutto bene?" Chiede sorridendo genuinamente.
"Oh, certo. Tu?" Domando io.
"Si. Solo che non voglio vedere Hoseok." Dice abbassando la testa.
"Eh? Perché?" Lo incito a continuare.
"Ieri mi ha detto che gli piaccio e mi ha baciato." Mormora nervoso.
"Oddio. Cosa? E Kookie?" Chiedo preoccupato.
"Non gli ho detto nulla. Io- non mi aspettavo questo. Ero shokkato ieri." Risponde triste.
"Ti aiuterò io, allora." Sussurro, confortandolo.
"Oi, Tae. Sta arrivando da questa parte con Yoongi." Borbotto, vedendolo agitarsi.
"Aiuto. Aria. Sto per morire." Si dispera il biondino.
"Oh, ehy, ragazzi!" Esclama Hobi, facendo sbuffare il suo amico.
"Sugar! Non mi saluti?" Chiedo al capitano, facendolo confondere.
"Cosa?" Dice scocciato.
"Suga, sugar, zuccherino. La stessa cosa no?" Domando guardandolo.
Lui mi lancia un'occhiataccia e distoglie lo sguardo.
"Vuoi fare un giro dopo scuola?" Chiedo.
"No." Risponde freddo.
"Come no? Non ti piaccio neanche un po', Yoon?" Domando imbronciandomi.
"Nei tuoi sogni, Park." Mormora, alzando il dito medio verso di me.
Avvolgo la mano sul suo dito, sorridendo malizioso. Lui, guarda me e la mia mano, scioccato, cercando di toglierla dalla mia presa.
Tae e Hoseok mi guardano basiti. Loro hanno capito.
"Park, lascia il mio dito se tieni alla tua faccia." Mi minaccia, furioso.
"Yooongi, so che vuoi toccare le mie bellissime guance ma chiedilo con gentilezza, almeno." Mormoro ridacchiando.
Il suo viso prende delle sfumature rosse, dalla rabbia, probabilmente.
Lo vedo alzare il pugno, oops, forse ho esagerato.
"Min, allontana quella mano, ora." Urla Taehyung, serio.
L'unica cosa che riesco a sentire, cinque secondi dopo, le sue nocche scontrarsi violentemente contro la mia guancia destra, facendomi sibilare dal dolore.
Hoseok e il mio migliore amico, spintonano Yoongi all'indietro, facendolo innervosire più. Il rosso, prende il capitano e lo porta via.
"Chim! Tutto bene?" Chiede preoccupato, afferrandomi per il mento.
Faccio una smorfia.
"Ti porto in infermeria, vieni." Mormora il biondo, aiutandomi ad alzarmi dal pavimento.
Annuisco, lasciandomi trascinare verso la stanzetta bianco avorio.
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"Jimin! Che cosa hai sulla guancia?" Urla Sarah, facendomi sobbalzare, spaventato.
"Uh, nulla." Borbotto, prendendo posto vicino a lei, nell'aula di scienze.
"Ma come! Hai un enorme livido viola." Esclama esageratamente.
"Non è poi così grande." Borbotto cercando di consolare me stesso.
"Ma dimmi, almeno chi è stato." Mormora, accarezzandomi i capelli in versione mammina.
"Yoongi. Ora almeno la smetterai di dire che siamo una coppia." Dico.
Lei apre la bocca, scioccata e si alza, afferrando la sua borsa costosa. Fa un'espressione molto inquietante ed esce dalla stanza, senza dare una spiegazione alla prof che fissa solo la porta che la ragazza ha appena sbattuto. Scuote la testa poi, rassegnata.
Seguo la lezione, ignorando le occhiate curiose e sorprese dei miei compagni di classe.
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