18.-1

2046 Parole

18.Trevor era seduto nel diner, intento a svuotare un’infinita tazza di caffè e a disegnare e scrivere su un vecchio blocco a spirale che aveva trovato sul sedile posteriore dell’auto di Zach. Le mani gli tremavano appena, e la formica nera e lucida del tavolo era cosparsa di costellazioni di zucchero bianco. Solo premendo il bordo della mano destra contro il tavolo e mantenendo bloccato il foglio gli riusciva di stabilizzare il tratto della penna. Occhi, mani, bocche urlanti si inseguivano sulla carta, perdendosi in un motivo soffocante. Non ricordava di essere mai stato in grado di disegnare tanto in fretta, non dai tempi dell’infanzia, quando sentiva la necessità di riempire il più velocemente possibile i fogli, perché sapeva che era l’unico modo che gli avrebbe permesso di diventare b

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