Si sfiorò il pene. La pelle era tesa, morbida, quasi dolente. Le cose che aveva fatto con Zach erano al di là di ogni sua possibile immaginazione. Amava la ruvida e fisica intimità di loro due insieme, quel profondo senso di connessione che condividevano. Pensò all’idea di averlo dentro di sé, si domandò quanto avrebbe fatto male, e si rese conto che non aveva alcuna importanza. Lo voleva comunque. Stringendo a sé il cuscino, immaginando il corpo del suo amante intrecciato inestricabilmente al proprio, scivolò nel sonno. Al Sacred Yew, i Gumbo stavano provando un’ultima volta le canzoni che avevano deciso di suonare al concerto. Come promesso, Zach aveva memorizzato facilmente le parole che Terry gli aveva messo per iscritto e poi aveva imparato a cantarle, con R.J. che cantava con lui p

