19.Il Sacred Yew era già pieno, quando Trevor e Zach arrivarono. Una pioggia sottile e tiepida aveva cominciato a cadere, ma i ragazzi ancora passeggiavano sul marciapiede godendosi l’umida notte estiva. Vide moltissimi jeans neri e sdruciti, capelli corti e treccine lunghe, e chiome di ogni colore. I visi erano per la maggior parte giovani, pallidi e dall’espressione rapita. Carichi di gioia, pensò, mentre guardavano la vita dipanarsi davanti a loro, in una miriade di strade diverse. Il tipo all’entrata era un adolescente alto e magro, con le ossa del volto aguzze e delicate come quelle di un uccello. I lunghi capelli tinti di nero gli scivolavano sul viso, umidi di pioggia, e per un attimo lui provò il desiderio di stringere quel povero ragazzo dall’aria affamata tra le braccia, regalan

