21.-1

2003 Parole

21.Trevor si sentì sollevare attraverso l’aria densa della stanza, oltre il soffitto e il tetto, su nella notte. Il cielo si inarcava sopra di lui come un’enorme scodella nera punteggiata di diamanti. Vide il kudzu che si aggrappava al tetto, la piccola macchina tozza parcheggiata dietro la casa, il salice piangente nel cortile dove lui e Zach avevano parlato il primo giorno, le fronde che si muovevano piano alla luce terribile e affilata della luna. Salì e salì ancora. Riuscì a vedere le strade di Missing Mile in lontananza, scure e silenziose. La casa era molto al di sotto di lui, ora, un giocattolo che poteva quasi dimenticare. Non dovrei essere qui, si rese conto, a quel punto. Devo tornare a Birdland... Di colpo, fu come vedere un film riavvolto velocemente; stava precipitando in un

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