Si ritrovava seduto nella piccola stanza da letto sul retro della casa che Bobby usava come studio, intento a fissare un foglio bianco sul tavolo da disegno. Trevor di solito disegnava sul suo blocco degli schizzi, ma Bobby usava fogli sfusi, per Birdland. Solo che non c’era nessuna Birdland, su quel foglio di carta. Non c’era niente, là sopra, e lui non aveva nulla da disegnarci. Lo fissava negli occhi e rideva di lui; Trevor riusciva quasi a sentire il suo sussurro secco e sardonico: L’abisso guarda dentro di te? Ah! Non c’è niente da vedere, se non un fegato pregno di whisky e la cenere di un milione di sogni bruciati. Da sveglio, Trevor non riusciva a immaginarsi incapace di disegnare. Riusciva sempre a far muovere la mano. Un foglio bianco era sempre stato una sfida, uno spazio da ri

