Dalla grande poltrona reale, la sovrana piegava un po' il capo per discorrere con donna Clara Tasca, che sedeva accanto a lei sullo sgabello, come moglie di un cavaliere dell'Annunziata: l'ardente siciliana dagli occhi vivi spirituali sotto i capelli un po' brizzolati, dalla fisonomia mobile dove tutta l'espressione di un'anima irrequieta si dipingeva, rispondeva presto presto alla regina, piegandosi anche lei, dimostrando un interesse rispettoso. Le altre signore del mondo aristocratico, del politico, del diplomatico, riunite in gruppi, discorrevano fra loro, fingendo d'interessarsi al discorso, ma tenendo d'occhio, attentamente, ogni moto della sovrana: e non ballavano ancora, non accettavano inviti a ballare, distratte, assorbite nel pensiero di quello che avrebbe detto loro la regina.

