Dev’essere il freddo patito in quel box, la tensione accumulata e il pensiero per la tintarella alabastro del povero Gaeta, che lo hanno tenuto sveglio a girarsi nel letto come l’elica di un fuoribordo. Una doccia, una sbarbata e si va a sentire cosa vorrà mai Lodetti. Il “signor capitano Lodetti”. “Abbiamo terminato di esaminare la sua auto, può rientrarne in possesso”. Lodetti è sbrigativo come un telegramma di condoglianze. “Le chiavi le verranno consegnate giù in officina... penso le trovi già inserite nel quadro...”, interviene il tenente, “le faranno compilare un modulo... dovrà mettere un paio di firme sui documenti della restituzione, poi è libero di tornarsene a casa con la vettura...”. “Grazie”. “Ovviamente non è compito nostro sistemargliela... se la porta via così come è

