Più rigoglioso, in quell’anno, sorgeva l’affetto del popolo per san Gennaro, come se un novello impeto di fede avesse ingagliardito le buone anime popolane: a una certa ora, la circolazione delle carrozze fu impedita, per Forcella e per i Tribunali: e tutti coloro che in quel giorno partivano da Napoli o vi arrivavano, per andare dalla stazione alla città, o dalla città alla stazione, dovevano fare un lungo giro, per la via Marina, o per la via di Foria. Al passeggiero distratto che domandava la ragione dell’interminabile cammino, il cocchiere rispondeva: San Gennaro, e si toccava il cappello con la frusta, per salutare il patrono. E cercava di affrettare il passo del suo cavallo, non per zelo, ma per andarsene anche lui, il cocchiere, dopo aver messa la carrozzella in un portone, o dopo e

