45 Alle 18 e 45 partiva l’ultimo volo per Bologna. Raggiunsero l’aeroporto di Düsseldorf appena in tempo per imbarcarsi. Piero rimase in Germania, perché il ristorante non poteva chiudere. Napoleone invece se lo portarono appresso, dentro una gabbia dalla quale sbirciava come un carcerato sul Ponte dei Sospiri. «State in campana, mi raccomando» disse Piero salutandoli. Franco ammiccò, capiva quella preoccupazione, non si separavano mai. Per il biglietto li svenarono, e l’aereo era quasi vuoto. Le hostess però erano simpatiche. Mentre Franco cercava di strappare qualche numero di cellulare, Lucio fissava pensoso il vuoto oltre il finestrino. Fecero scalo all’aeroporto di Monaco. Immenso e, data l’ora, semivuoto e silenzioso. Comperarono una scacchiera da viaggio e in volo giocarono u

