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2285 Parole

24 Quando mi risvegliai col suono della sveglia, ero avvolta dalle braccia di Damian. Lui gemette e schiacciò il pulsante, facendola tacere. La mia testa non sembrava un macigno. Un barlume di sollievo si fece strada in me. Tuttavia era strano: mi aspettavo che durasse un paio di giorni, come il resto delle mie emicranie. Mi girai nel letto, sfregandomi le tempie: il senso di pesantezza, però, era rimasto. «Damian?» Lo spinsi. «Svegliati.» Una delle sue palpebre si sollevò. «Sì, sono sveglio.» «Partita a golf delle nove, ricordi?» L’altra palpebra si spalancò. «Non dobbiamo farla oggi, Katie. Non dopo ieri sera.» «Sto bene. Per favore? Voglio andare.» Mi accarezzò la guancia con il dorso della mano. «Forse dovresti andarci piano, oggi.» Lo guardai male e lui gemette di nuovo, sfre

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