La punizione con Piton si concluse in silenzio; inutile dire che Harry non aveva finito il lavoro quindi sarebbe dovuto tornare la sera dopo, alle 21. Non che questo ad Harry dispiacesse perché, ogni occasione era buona per insistere con il professore, anche se Hermione lo avrebbe davvero ucciso per tutti quei punti persi.
Arrivato al dormitorio, Harry si trovò davanti ad uno strano silenzio: Ron ed Hermione non c’erano, Seamus neanche, ma sospettava di sapere dove e con chi si trovasse. -ah beato Seam.- Pensò Harry. Dean era addormentato su una poltrona della sala comune, lo aveva visto entrando, ma aveva deciso di non svegliarlo sperando di evitare così altre domande inopportune. Nel dormitorio c’era solo Neville, chino sul suo nuovo libro di erbologia. Sentendolo entrare l’altro grifondoro alzò la testa e chiuse il libro mettendoci un cartoncino in mezzo per tenere il segno.
Neville: “Harry, com’è andata la punizione?”
Harry: “Ho perso tanti di quei punti, che pensò di dover evitare Hermione per qualche giorno per rimanere in vita.”
Neville: “Oh, non molto bene allora. Vuoi parlare?” Disse con il suo solito tono gentile e disponibile.
Harry sapeva che Neville si riferiva alla sera precedente, in cui gli altri grifondoro lo avevano riempito di domande.
Harry: “Si, ho bisogno di qualcuno che eviti commenti negativi e che non sia accondiscendente.”
Neville: “Dimmi pure allora, centra il tuo serpeverde?”
Harry: “Si. Per una serie di sfortunati eventi, beh non sono sicuro che siano sfortunati, ho scoperto chi è.”
Neville: “Wow e il problema è?”
Harry: “Piton” Disse abbassando lo sguardo.
Neville: “Perché il problema è Piton?”
Harry: “No, Nev è Piton. Il serpeverde è Piton.”
Neville sbiancò leggermente: “Oh. Wow.”
Harry: “Già.”
Neville: “E noi siamo…contenti o.. ehm… cosa siamo?”
Harry: “Direi sconvolti prima di qualunque altra cosa. Ma per quanto possa essere strano, mi piace Nev. So che è sempre stato uno stronzo con noi, ma ho conosciuto una parte di lui durante i nostri messaggi che è…. Diversa.”
Neville: “Beh, i serpeverde hanno dei lati interessanti sotto la loro armatura. Non posso dire che Piton mi stia simpatico ma non mi fa più paura come una volta. Quindi, lui ti piace, cosa pensi di fare?”
Harry: “Ho provato a provocarlo ma non sembra aver funzionato molto.”
Neville: “Parli della perdita di punti?”
Harry annui e disse: “Non mollerò, intendo dargli il tormento se serve, so di piacergli anche io. Solo ancora non so come prenderlo.”
Neville: “Non sono bravo in queste cose, sai ancora non ho detto a Blaise che mi piace e sono passate settimane. Però tu sei coraggioso, sono certo che troverai il modo giusto. Essere innamorati di Piton non può essere peggio che affrontare Voldemort no?”
Harry: “Non saprei, non ho mai voluto baciare Voldemort” Harry e Neville si guardarono e scoppiarono a ridere nello stesso istante.
Neville: “Per fortuna” Disse continuando a ridere.
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La mattina dopo Harry si alzò molto positivo, la chiacchierata con Neville gli aveva fatto bene. La prima cosa che fece fu mandare un messaggio al suo amato professore per poi andare a farsi una doccia e prepararsi per la giornata.
Ore 7:10
Moccioso Irritante:
Buongiorno. Ho lezione con te oggi.
Per Salazar, quel grifondoro irritante non aveva davvero intenzione di mollare. Dopo tutti i punti che aveva perso la sera precedente, non solo gli scriveva ancora ma gli dava anche del tu?
Ore 7:13
Amore Mio:
Grazie di avermelo ricordato Potter, quale altra brutta notizia mi giungerà oggi? E la smetta di darmi del tu.
Ore 7:15
Moccioso Irritante:
Raggiante come sempre vedo. Ti sei alzato con il piede sbagliato?
Ore 7:17
Amore Mio:
Rispetto Potter.
Ore 7:20
Moccioso Irritante:
Non puoi togliermi punti tramite il telefono, l’ha detto Silente quando ha assegnato il progetto. E a proposito di questo non dovresti darmi una mano come mio professore?
Ore 7:23
Amore Mio:
Ti assicuro Potter che l’ultimo dei miei propositi è darti una mano.
Ore 7:25
Moccioso Irritante:
Questo significa che non mi aiuterai più in pozioni?
Ore 7:27
Amore Mio:
Non ne ho mai avuta l’intenzione.
Ore 7:30
Moccioso Irritante:
Che insopportabile musone.
Ore 7:33
Amore Mio:
Se sono insopportabile perché ancora mi scrive Potter?
Ore 7:35
Moccioso irritante:
Perché sei più sexy che insopportabile. Ci vediamo a colazione professore.
Ore 7:37
Amore Mio:
Tu…piccolo irritante moccioso. Questa me la paghi.
Harry ridacchiò leggendo il messaggio del professore e riponendo il telefono in tasca, scese con i suoi amici per colazione. Sarebbe stata una giornata interessante.
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Severus era sempre più irritato. Quel moccioso insolente continuava a prendersi gioco di lui. Lo aveva fissato per tutta la colazione, tanto che anche Albus se ne era accorto e aveva commentato la cosa dicendo: “Ah essere giovani e sentire il morso pungente dell’amore”*, Lui si era limitato a lanciare un occhiata fredda al preside per dissuaderlo da qualunque altro commento.
L’ultima lezione del giorno l’avrebbe avuta proprio con Potter e avrebbe colto l’occasione per dissuadere qualunque altre sua stupida azione di conquista o provocazione.
Durante la giornata Potter non aveva perso l’occasione di mandargli qualche irritante messaggio, colmo di provocazioni e continuando imperterrito a dargli del tu.
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Era finalmente arrivata l’ora di pozioni. Severus stava aspettando l’arrivo degli studenti, aveva atteso tutto il giorno il momento di farla pagare a Potter e finalmente il momento era arrivato.
Gli studenti arrivarono nei sotterranei e, vedendo il professore in piedi davanti alla cattedra, iniziarono a sistemarsi in silenzio. Ma prima che potessero farlo l’arcigno professore parlò: “Per la lezione di oggi gradirei che ogni grifondoro si metta in coppia con un serpeverde, la pozione che dovrete preparare è molto complessa e non voglio incidenti nella mia aula. Potter lei starà nel primo banco con Malfoy, cerchi di non ucciderlo con la sua incompetenza.” L’aula si riempì di risolini da parte dei serpeverde e di sguardi carichi di disapprovazione e rabbia dai grifondoro, a questa vista il professore continuò: “Non datemi altre scuse per togliervi dei punti, a questo ci pensa già Potter e lo fa con grande maestria non è vero?” Disse attirando altri risolini da parte dei serpeverde e rivolgendo un’ occhiata sprezzante al suo studente, che ricambio lo sguardo senza dire nulla.
Dato che il professore aveva detto solo ad Harry con chi sedersi, gli altri si sistemarono a loro piacimento. Blaise andò da Neville con un sorriso sulle labbra, Seamus si sedette con un compiaciuto Theodore Nott, Hermione con Pansy Parkinson e a Ron toccò Goyle.
La lezione era iniziata da 10 minuti e Severus non perse l’occasione di umiliare Harry con ogni suo mezzo a disposizione, anche se la faida tra grifondoro e serpeverde si era attutita non era comunque scomparsa del tutto e questo aiutò Severus nel suo scopo poiché Malfoy si divertiva a fare qualche piccolo scherzetto a Potter, come dargli indicazioni sbagliate su come tagliare gli ingredienti o fargliene sparire qualcuno e mandarlo nuovamente nella dispensa dell’aula a prenderne altri.
In queste occasioni Severus ne approfittava e lo riprendeva con piccole frasi sprezzanti come: “Potter la sua stupidità le impedisce di prendere tutti gli ingredienti in una volta sola?” o ancora “Potter le è stato insegnato al primo anno come tagliare gli ingredienti, dunque cosa le impedisce di farlo correttamente?”. Ad ogni suo commento scatenava nuove risate ai serpeverde.
Notò con stupore che non tutti ridevano e che alcuni serpeverde lanciavano degli sguardi insoliti ai grifondoro con cui erano in coppia. Per Salazar erano sguardi maliziosi quelli che Theodore Nott lanciava al signor. Finnigan? E quest’ultimo non si stava certo leccando le labbra guardando Nott come per provocarlo.
Blaise Zabini non stava usando ogni scusa possibile per sfiorare Paciock, era quasi convinto che si era sistemato dietro a Paciock con le mani sulle sue per mostrarli davvero come tagliare correttamente i suoi ingredienti e questo arrossiva perché si sentiva imbranato nei confronti del serpeverde... vero?
Per le mutande di Merlino ma che stava accadendo nella sua aula? Il mondo stava per finire e nessuno si era peso la briga di dirglielo?
Con il senno di poi Severus si rese conto che era stata una pessima idea mettere i grifondoro con i serpeverde, certo aveva potuto umiliare a dovere Potter, ma non poteva riprendere il signor. Zabini, uno dei suoi allievi migliori, perché rischiava di uccidere Paciock per l’imbarazzo continuando a sfiorarlo. E non poteva neanche punire il signor. Nott per la totale mancanza di pudore che aveva nei riguardi di Finnigan.
Fortunatamente la lezione finì piuttosto in fretta, lasciando Severus piuttosto sconvolto per gli avvenimenti a cui aveva dovuto assistere. Potter non aveva mentito quando gli aveva detto che erano nate delle coppie tra le loro case.
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Mancavano 10 minuti alle 21 ed Harry si incamminò nei sotterranei, la lezione di pozioni quel giorno era stata insopportabile. Malfoy aveva passato tutto il tempo a fargli stupidi scherzi e Piton non perdeva l’occasione di umiliarlo. Non che quello lo avrebbe fatto cedere. Piton voleva la guerra e l’avrebbe avuta, era ora di passare alle maniere forti. Pensò Harry arrivando davanti alla porta dell’ufficio del professore. Bussò tre volte con decisione ed entrò non appena ricevuto il via dal professore.
Piton: “Potter la sua puntualità mi stupisce, ha paura di perdere altri punti?” Disse Piton scherno.
Harry: “Sono certo che troverai il modo di togliermene comunque altri.”
Piton: “Potter” Disse stringendo pericolosamente gli occhi “5 punti da grifondoro per la mancanza di rispetto. E’ pregato di darmi del lei.”
Harry: “Ecco, appunto.” Così dicendo si diresse alla dispensa per finire il suo lavoro.
Il grifondoro era arrivato da circa 20 minuti e non aveva proferito parola, Severus pensava che finalmente il grifondoro avesse deciso di rinunciare a quella folle idea dell’amore. Non sapeva dire perché, ma qualcosa dentro di lui iniziò a bruciare al pensiero che non avrebbe più avuto attenzioni dall’altro. Continuava a pensare a quello che aveva visto a lezione, potevano davvero dei serpeverde amare dei grifondoro? Il mondo era davvero cambiato tanto e lui non se ne era reso conto?
Piton: “Potter?”
Harry: “Si?”
Piton corrugo la fronte e guardando di traverso il grifondoro disse: “Rispetto Potter. Non ho mancato di notare alcuni atteggiamenti dei suoi compagni di casa oggi, a lezione.”
Harry: “Adesso stai per togliermi dei punti anche per gli errori degl’ altri grifondoro?” Disse sconvolto.
Piton: “Piantala di darmi del tu stupido moccioso.” Disse Severus ringhiando senza più curarsi di dare ad Harry del lei o di pretenderlo.
Harry: “E tu piantala di darmi dello stupido.” Rispose con lo stesso tono brusco usato dal professore.
Piton: “Non finché ti comporterai come tale. Non voglio toglierti dei punti, anche se te lo meriteresti. Tempo fa mi avevi scritto che erano nate delle coppie tra grifondoro e serpeverde. Parlavi di Nott e Finnigan e di Zabini e Paciock?”
Harry: “Lo hai notato? L’avevo detto a Neville che Blaise ricambia i suoi sentimenti, è così evidente.” Disse con tono felice.
Piton: “Tu avevi detto che c’erano già due coppie, non che si stavano… formando.” Disse Severus irritato.
Harry: “Beh di Seamus e Nott ne ero certo, Ron, Neville ed io li abbiamo sopresi nello stanzino delle scope al terzo piano. Mentre Neville mi ha confidato di essersi innamorato di Zabini ma di non avere il coraggio di farsi avanti, ma è così evidente che anche Zabini ricambia dal modo in cui lo guarda, per cui è solo questione di tempo.”
Piton: “Da quando due persone che si trovano insieme in uno stanzino sono una coppia?”
Harry: “Da quando sono mezzi nudi impegnati a…”
Piton: “Ho capito, non c’è bisogno che continui. Ho abbastanza immagini raccapriccianti nella testa che mi impediranno di dormire stanotte, non me ne servono altre.” Disse in fretta Severus interrompendo il grifondoro.
A quell’affermazione il grifondoro iniziò a ridere “E non hai visto quello che ho visto io.” Disse continuando a ridere.
“E non ci tengo neanche un po’.” Rispose Severus inebriato dalla dolce risata di Harry. Quel grifondoro lo avrebbe mandato fuori di testa.
Harry: “E’ una bella cosa no?” Disse smettendo di ridere e avvicinandosi lentamente al serpeverde in piedi davanti alla libreria. “La guerra è finita, nessuno di noi a più bisogno di tenere una maschera. Possiamo essere noi stessi e amare chi vogliamo.” Disse arrivando ad un passo dal professore.
Piton era certo che non si riferisse solo ai suoi amici, quello sguardo negl’occhi era fin troppo chiaro. “Potter, dovrebbe finire il suo lavoro.” Disse cercando di ricomporsi un po’.
Harry: “Se avessi voluto finirlo lo avrei finito già la prima sera. Smettila di allontanarmi.”
Era sbagliato, era tutto sbagliato. Pensò Severus. Il grifondoro era troppo vicino e continuava a guardarlo negl’occhi con quello sguardo deciso, era così giovane, così innocente. “Potter la smetta di perdere tem… mph.” Severus non riuscì a finire la frase, il grifondoro aveva fermato ogni sua protesta spingendolo contro la libreria e unendo le sue labbra a quelle del professore.
Severus sgranò gl’occhi sorpreso –Ok, forse non era così innocente- Pensò tra se e se. Avrebbe dovuto allontanarlo, ma prima che se ne rese conto iniziò a ricambiare dolcemente quel bacio e ad avvolgere le sue braccia attorno al più giovane, stringendoselo contro. Il bacio da prima dolce e delicato, si fece più appassionato, la lingua del professore superò le barriere dell’altro, iniziando un elegante danza con la sua compagna.
Il bacio durò qualche delizioso minuto in cui Harry si spinse sempre più contro il suo professore facendo scorrere le mani sul suo petto. Voleva togliere quel muro di bottoni che gli impedivano un contatto maggiore con l’uomo. Severus allontanò delicatamente il grifondoro, che cercò di protestare.
Severus: “Potter, non sai proprio quando fermarti.”
Harry: “Veramente io non volevo fermarmi.” Disse cercando di baciarlo di nuovo.
Severus: “Non avere fretta stupido moccioso. Hai già avuto qualcosa che non avresti dovuto avere.” Era la sua resa. Non poteva più negare i suoi sentimenti dopo quel bacio, non poteva negare di volerne anche lui un altro.
Harry: “Perché? Che male c’è? Tu mi piaci, io piaccio a te, quindi va bene.”
Severus lo guardò alzando il sopracciglio, ma era stupido? “Potter io non sono Finnigan, non mi rinchiuderò in uno stanzino delle scope con il rischio di essere scoperto solo perché tu sei in preda agli ormoni.”
Harry: “Pensavo più a camera tua in realtà.” Disse ridacchiando e conquistandosi un occhiataccia dall’uomo. “Stavo scherzando. Mai sentito parlare di umorismo?”
Severus: “Moccioso” Disse alzando gli occhi al cielo per poi riposare lo sguardo su di lui. “Non so cosa diavolo vuoi da me ragazzino, ma io sono un uomo adulto, sono un vecchio rispetto a te. Se desideri dare sfogo ai tuoi ormoni dovresti davvero cercanti un ragazzo della tua età.”
Harry: “Pensavo di essere stato chiaro Severus, io sono innamorato di te. Non voglio un avventura e non voglio essere un avventura. Io voglio te, vecchio o no. Hai detto che ti piacevo tempo fa e non puoi negarlo dopo il bacio.”
Severus: “Non mi pare di averlo mai negato, ma non avrai più di questo per stasera.” Disse avvicinando nuovamente le sue labbra a quelle del giovane per coinvolgerlo in un altro bacio appassionato che durò molto più del precedente.
Severus: “Si sta facendo tardi, torna alla torre.”
Harry: “E la mia punizione? Tutte le sere fino a che non avrò finito?” Disse con aria innocente.
Severus: “Vattene prima che cambi idea.” Disse spazientito Severus.
Harry prese la sua roba ma prima di uscire si girò un ultima volta verso il professore “Tanto per sapere, se cambi idea che succede? Perché sarei davvero curioso di vedere camera tua.”
Severus: “POTTER”
Harry: “Va bene va bene, vado. Buonanotte professore.” Così dicendo uscì velocemente dall’ufficio del professore, ridacchiando e saltellando con gioia verso al torre.
Per Salazar, quell’irritante grifondoro mi farà davvero uscire di testa. Pensò Severus sorridendo.