Venaria Reale. Parco della Mandria, zona RobassomeroV. si teneva costantemente sotto i limiti di velocità consentiti dal codice stradale. Non voleva rischiare di essere fermato per una così piccola disattenzione. Valentino Corona aveva la solita giacca di pelle senza imbottiture, aveva il finestrino rotto e la sigaretta in bocca. Faceva freddo. Un freddo puro. Ma gli serviva per rimanere all’erta, per non fare scendere l’adrenalina sotto il livello di guardia. Alla sua sinistra la Mandria scorreva in cinemascope come una produzione d’oltralpe. Alcuni alberi sfioravano i cinquanta metri, querce rosse, rovere, carpino comune. Intorno uno strato intermedio di frassini, tigli e aceri selvatici si allargava sulla circonferenza del parco. C’erano anche alcuni ciliegi che delimitavano la macchia

