14 Operazione Gabbiano Decimus camminava agitato avanti e indietro, consumando il linoleum già logoro della minuscola cucina del Panther, sentendosi sempre più in gabbia. Impotente. Di tanto in tanto, adocchiava con preoccupazione la porta della camera da letto di prua, che fino a pochi giorni prima era stata il suo rifugio esclusivo. Sperava di vedere affacciarsi il medico o l’infermiere che era stato costretto a chiamare affinché curassero Nebibi, ancora in condizioni terrificanti. No, si corresse, doveva smettere di chiamarlo con il suo antico nome. Ben, con la sua più comune pronuncia, era quello che più si addiceva alla persona avida, fredda e calcolatrice che l’uomo che amava, e che ora rischiava di perdere, era sempre stato. Che stupido! Si era illuso di avere un’ultima chanc

