- Addio, addio, Attinia! Anch'ella, Vana, ora credeva di sorridere così; credeva di sentirsi suggellare nei muscoli della faccia quella medesima contrattura infinita. Due o tre volte fece con la mano su la bocca il gesto di chi scaccia, di chi cancella. - Dove vai? dove vuoi andare? Non correre! - pregava Aldo seguendola perdutamente nel sibilo della raffica. Discesero per la china; rividero il ciglio erboso di sotto il muro, gli elci nani simili ai mendicanti monchi e storpii, il girone oscurato, la valle d'abisso; riudirono le voci alte e fioche, i sospiri gli ululi i guai. Ripresero la via verso la Guerruccia, a piedi. Avevano ordinato che la vettura li aspettasse' presso la Porta Menseri. - Ah, férmati, Vana! Sei ansante. Respira. Lasciami respirare. Che furore ti prende? Il selva

