17 nero De Vincenzi trovò vuota la camera del discepolo Anselmo e si fermò sulla soglia a osservare. La finestra era spalancata e la luce entrava a fiotti coi raggi del sole. Vladimiro, che gli stava alle spalle, sguisciò rapido tra lui e la porta e penetrò nella stanza. — Non muovetevi di lì, commissario. Potrete udire, se qualcuno sale. Voi non avete un mandato di perquisizione e io ve lo faccio adesso, senza che nessuno lo sappia. — Almeno, sbrigatevi. Oh, in quanto a sbrigarsi, l'omino non aveva bisogno che glielo dicessero. Aveva già frugato nei tre tiretti del cassettone, sollevando ogni cosa e rimettendo tutto al suo posto, come per virtù di magia. — Non ha indumenti che di seta, questo porcaccione! — imprecò, allontanandosi dal mobile. — È un raffinato. De Vincenzi lo guard

