23 nero Non era trascorso neppure un giorno dal momento in cui De Vincenzi, toltosi bruscamente dal suo torrido ufficio di Campo San Lorenzo, era accorso in rio del Pestrin, per trovarsi davanti al cadavere di colui che era stato Governatore del Bengala, e già la vicenda tragica di quella morte gli era penetrata nello spirito tanto profondamente, che egli oramai la viveva. Le persone del dramma gli erano diventate familiari, anche se ognuna di esse racchiudeva un enigma per lui. Una di queste persone — diceva a se stesso — ha ucciso con inaudita ferocia lord Edgard Quebenquey. Quale? E lui si aggirava in mezzo a esse, le faceva parlare, le osservava, cercava di scendere fin dentro la loro coscienza e il loro cervello, per scoprire il segreto di quella morte. Poche erano quelle persone:

