5. De Vincenzi saltò in un taxi e gridò all’autista di andare a tutta velocità in via Anfiteatro. Al largo di via Mercato, il guidatore dovette sterzare di gran fretta, sacramentando, perché un ubriaco voleva a ogni costo dare un abbraccio, che sarebbe stato l’ultimo per lui, al motore della macchina in corsa. Questa investì il marciapiede, s’ammaccò un parafango contro il muro, riprese la strada, mentre l’ubriaco s’era seduto sul selciato e la guardava allontanarsi, lacrimando di tenero sconforto. La scossa aveva proiettato il commissario contro il vetro anteriore, facendogli interrompere alquanto bruscamente il corso dei suoi pensieri. Che erano torbidi e piuttosto tumultuosi. Il colloquio con Virginia Olcombi era servito soltanto a convincerlo che la ragazza non era italiana; inglese f

