4. La ragazza, quando si trovò nella camera chiusa e soffocante del Capo della Squadra Mobile, a San Fedele, per prima cosa si tolse il pastrano e il cappellino. Si gettò sopra una seggiola, poi sedette di fronte alla scrivania di De Vincenzi, colpita in pieno dall’alone rotondo e bianco della lampada da tavolo, che il commissario aveva rivolta verso di lei. Batté le ciglia e sorrise. Giovane doveva essere: ventidue, ventiquattro anni al massimo. E bella. Ma non italiana, c’era da giurarlo. E di Ferrara! Perché aveva tirato fuori la città degli Estensi? “Ho camminato tutto il giorno!” disse. “E voi non mi avete lasciata neppure riposare!” “Prendete il cloroformio, quando siete stanca? E perché avete camminato per Milano?... Scommetto che avete visitato i musei e i monumenti”. “Precisam

