Tyler's Pov
Uscii qualche minuto prima che suonasse la campanella e raggiunsi la classe di Ryan per evitare di doverlo andare a cercare per tutta la scuola.
Il suono metallico della campanella buttò fuori dalla classi la miriade di studenti. Cercai con lo sguardo Ryan e quando lo trovai, mi affrettai a raggiungerlo. Alzò lo sguardo dal cellulare quando sentì che lo stavo chiamando.
«Fratello, hey. Hai smesso di importunare Destiny ed ora inizi con me?» risi, affiancandolo e mischiandoci alla folla di studenti.
«Volevo parlarti proprio di lei.» Ryan assunse un'espressione curiosa.
«Continua.» mi esortò. Strinsi le mani tra di loro e presi un respiro. Non sapevo come avrebbe potuto prenderla perciò decisi di andarci cauto.
«Sabato l'ho baciata.» Ryan inarcò un sopracciglio.
Alla faccia della cautezza.
«Bacia male?»
«Cosa? No! Perché me lo chiedi?»
«Hai fatto una faccia strana, credevo fosse dovuto a quello. Ryan scrollò le spalle ed io scossi la testa, accennando un sorriso.
«Allora qual è il problema?» In cortile si accese una sigaretta.
«A te sta bene?»
Ryan mi guardò strano. «Scherzi?» Scossi la testa.
«Perché non dovrebbe starmi bene? Sei il mio migliore amico, se a te sta bene, a me sta alla grande.»
I miei timori svanirono all'instante.
«Credevi che ne avrei fatto una questione di Stato?» Ryan rise.
«Non sarebbe la prima volta che capita, no?» risi anch'io.
«Era questo che ti turbava? Pensavi che mi sarei allontanato da te o cazzate simili?»
«So che a te non piace perciò sì, è quello che ho pensato.» ammisi.
«Hai la mia più completa benedizione, fratello.» Ryan terminò la prima sigaretta e calpestò la cicca con la punta bianca delle Converse.
«Grazie, fratello. Significa molto per me.» Ryan mi sorrise ed io l'abbracciai. Lui ricambiò la stretta.
«Quanto pensi sia stato dannoso averla lasciata con Hope? Sciolsi l'abbraccio e lisciai alcune piaghe delle maglia.
«Non stupirti se te la ritrovi con le punte dei capelli grigie.» replicò, costringendomi a salutarlo e ad andare ad accertarmene.
Ryan's Pov
Rientrai nell'istituto scolastico qualche minuto dopo di Tyler.
Era rimasto visibilmente sorpreso all'idea che adesso la sua relazione con Destiny sarebbe stata di dominio pubblico, ma non sarebbe stato di certo questo il motivo per cui avrei preso le distanze da lui. Nessun motivo sarebbe stato abbastanza valido.
Tyler, ancor prima di essere il mio migliore amico, era mio fratello, quello che mia madre non era mai stata capace di darmi. Era la mia costante in una vita di variabili, il mio posto sicuro. E niente avrebbe mai cambiato le cose. O meglio, non avrei permesso che niente le cambiasse.
La campanella trillò e rispedì tutti gli studenti nelle loro classi. Mi sedetti ad uno degli ultimi banchi ed estrassi il cellulare. Sul display, oltre alle quindici richieste di amicizia su f*******: ed i trenta direct di i********:, lampeggiava un messaggio di Jessica in cui mi chiedeva se oggi fossi libero.
Le risposi di no, evitando di dirle che impegno avessi nel pomeriggio.
Alzai lo sguardo dallo smartphone quando Destiny prese posto davanti a me. Accennò un sorriso nella mia direzione prima di sedersi e controllare il suo, di smartphone.
Bloccai il mio quando una professoressa non di ruolo entrò nella nostra classe.
«Buongiorno, ragazzi. La professoressa di scienze è assente oggi perciò la sostituirò io per quest'ora.»
Un boato generale si sparse tra gli studenti. La professoressa era una delle più temute in quella scuola perciò quando mancava era una gioia per tutti, anche per alcuni docenti.
«Se volete chiedermi qualcosa sull'argomento che state facendo con la collega, sono a vostra disposizione. Per quanto riguarda il resto, potete fare quello che volete a patto che non facciate confusione.» La professoressa ci sorrise e tornò a scrivere appunti sulla sua agenda.
Alcuni dei miei compagni presero posto vicino ad altri mentre alcuni approfittarono della presenza della supplente per farsi rispiegare gli argomenti affrontati in precedenza.
Curioso, guardai Destiny che non si mosse dalla sua postazione. Si infilò le cuffiette ed aprì Facetime. Essendo troppo lontano con il banco, mi protesi in avanti per vedere chi stesse chiamando. Il viso di un ragazzo moro apparve nella mia visuale. Aveva i capelli corti e scuri, un paio di occhiali da sole a tenerli fermi ed un sorriso ammiccante. Destiny sorrise ed il ragazzo nello schermo fece lo stesso.
Il ragazzo le disse qualcosa e lei rise. Lei non lo notò, ma il ragazzo con cui stava videochiamando accentuò il sorriso. Erano talmente complici ed in sintonia che mi sentii a disagio a spiarli. Tornai allora al mio posto. Un dubbio mi affiorò la mente: Tyler sapeva di quel ragazzo? Sapeva chi fosse e che ruolo avesse nella vita di Destiny? Gli aveva mai parlato di lui?
Picchiettai le dita sul banco, dubbioso.
E se lo stava prendendo in giro? Dopotutto di Destiny sapevamo poco e niente. Era arrivata da neanche tra mesi a Seattle da Atlanta, questo sapevamo sul suo conto.
Buio più totale su quali fossero i suoi amici prima di trasferirsi o se fosse impegnata con qualcuno.
«Posso uscire un attimo?» Destiny si tolse le cuffie ed alzò la mano. La professoressa annuì e la mandò fuori. Guardai il suo posto vuoto, poi la professoressa. Se volevo che le cose tra lei e Tyler funzionassero, dovevo accertarmi che per lei non fosse solo un ripiego. Mi alzai dal mio posto e chiesi di uscire anche io. Seguii la sua chioma bionda lungo il corridoio, stando attento a non farmi scoprire. Si sedette sulle scale che portavano al terzo piano ed io mi nascosi contro la parete.
«Non vedo l'ora di abbracciarti, piccola. Mi manchi da morire.»
Mi manchi anche tu, Chase. Tantissimo.»
«Vengo a trovarti nel weekend.» Gli occhi di Destiny brillarono.
«Sono 39 ore di volo, Chase.»
«Non sono nulla in confronto alla mia ragazza.» Destiny sorrise ed io raggelai.
La mia ragazza. Allora era così che stavano le cose.
Destiny era fidanzata e stava illudendo Tyler. Ne avevo appena avuto la conferma.
Mi trattenni dal mostrarmi e coglierla in fragrante. Decisi di giocare d'astuzia tornando lentamente sui miei passi.
Sapevo dal principio che non avrei dovuto fidarmi. Quella ragazza era riuscita ad abbindolare Tyler, ma non me.
Mi ero accorto subito che qualcosa stonava in lei ed ora avevo capito cosa. Era falsa e Tyler non aveva bisogno di persone simili al suo fianco.
Ci avrei pensato io a smascherarla ed a rimetterla al suo posto, stavolta.