“GERUSALEMME”, L'EMANAZIONE DEL GIGANTE ALBIONE - AL PUBBLICO

274 Parole
“GERUSALEMME”, L'EMANAZIONE DEL GIGANTE ALBIONE(Iniziato nel 1804) PECORE CAPRE AL PUBBLICO Dopo tre anni di sonno sulle rive dell'oceano, io paleso nuovamente al pubblico le mie forme gigantesche. Dopo che i miei antichi giganti e le mie antiche fate hanno ottenuto la più alta delle ricompense, il [1] e ... di coloro la cui amicizia ha da essere ..., io non dubito che quest'opera più ordinata ed ampia sarà ricevuta con lo stesso favore. L'autore spera che l'entusiasmo del poema che segue… Spero altresì che il lettore sarà tutto con me, interamente uno in Gesù Nostro Signore, il quale è il Dio .... e Signore .... cui miravano gli antichi e che contemplò il suo giorno da lontano, con tremore e stupore. Lo spirito di Gesù s'identifica col continuo perdono del peccato: chi aspetta di essere giusto prima di entrare nel regno del Redentore, nel corpo divino, non vi entrerà mai più. Io sono forse il più grande dei peccatori. Io non ambisco la santità: ma ambisco amare, vedere, conversare giornalmente con la gente da uomo a uomo ed infine, sentirmi attrarre verso l'amico dei peccatori. Perciò, .... lettore, .... quel che non approvi, e .... per questo energico esercizio del mio talento. Lettore ... di libri …del cielo. E di ciò onde Iddio ..., Che diede agli uomini la stupenda arte delle lettere Nella tremenda caverna del misterioso Sinai: Egli parla nuovamente fra tuoni e fuoco! Tuono del pensiero e fiamme della selvaggia brama: Pur dimorando nelle profondità dell'inferno io sento La sua voce nelle insondate caverne del mio orecchio. Perciò io stampo; né saranno vane le mie lettere; D'ora in poi vivranno in armonia il cielo, la terra e l'inferno. [1] Blake cancellò un certo numero di parole e frasi, rimpiazzate dai puntini. ...
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