Prologo
Anzor prese il suo equipaggiamento e si diresse al check-point.
Al controllo c'era uno un impiegato dell'ONU, che appena dopo aver inserito il documento digitale del mercenario nel lettore, gli scannerizzò il corpo tre volte per vedere se portava con se qualcosa di illegale.
Poi gli prese l'impronta ottica altrettante volte per confermare l'identità.
Un gruppo di rabbini della corporazione ebraica che erano scesi dallo stesso trasporto di Anzor, passarono il controllo senza neanche un minimo cenno da parte del doganiere.
La cosa non sorprese affatto il mercenario.
> era solito asserire spesso Anzor con tono sarcastico.
Dopo questa lunga serie di controlli, il mercenario prese un paio di veloci turbo ascensori, che lo portarono alle sezioni circolari esterne.
Gli effetti della gravità artificiale si fecero sentire subito.
> rifletteva Anzor mente il suo terribile mal di testa cominciava finalmente a farsi più sopportabile.
Voglio rilassarmi un attimo, controllare i pochi dati di missione che mi hanno fornito e guardare le email.
Nbisi dovrebbe già essere sulla stazione, probabilmente mi aspetta già sbronzo in qualche bar della CEM.>>
All'arrivo alla reception dell'hotel un robot non munito di pelle artificiale, ma dotato di espressività facciale di una voce artificiale molto sensuale, verificò l'identità di Anzor e gli indicò il suo alloggio.
Molti robot non erano stati muniti di pelle artificiale ma soltanto di capacità espressive e caratteriali simili a quelle umane.
La complessità dell'anatomia e dell'intelligenza artificiale che era ad esempio in dotazione ai sofisticati androidi addetti alla prostituzione, faceva inevitabilmente lievitare i costi di produzione.
Così per comodità, i robot erano divisi in tre diverse categorie a seconda della somiglianza con le persone reali.
I robot aventi pelle artificiale e anatomia simile a quella umana venivano definiti "robot antropomorfi", ed erano ad esempio gli attraenti androidi adibiti alla compagnia umana.
I robot simili a quello che era presente alla reception e che stava controllando l'identità di Anzor, venivano definiti "semi-antropomorfi" possedendo limitate similitudini con la razza umana quali le espressioni facciali, la voce, o la programmazione del carattere.
Erano molto utilizzati la dove era necessario un contatto con le persone ma non si necessitava di anatomia del tutto simile a quella umana.
Alla terza categoria appartenevano tutti quei robot che avevano una leggera o in molti casi nessuna, somiglianza con le persone.
La creatività dei costruttori e gli svariati compiti che potevano svolgere aveva fornito a molti di loro una forma in molti casi piuttosto bizzarra.
Venivano chiamati "robot non antropomorfi" o "meccanici", anche se poi venivano spesso divisi in altre sotto categorie a seconda del compito che dovevano svolgere.
Anzor si congedò dal robot della reception e si diresse verso il suo alloggio.
Dopo aver fatto una doccia si sedette e accese il suo memorizzatore olografico; i dati sulla missione erano pochissimi.
Si soffermò in particolare sulla parcella della commissione e il tempo utile di missione che erano l'ingente cifra di quindici milioni di piastre per tre anni massimi di missione operativa.
I compiti che un mercenario poteva svolgere, in quei tempi, erano molteplici e andavano dalla scorta di navi mercantili e turistiche, all'assalto segreto di qualche nave di fazioni avversarie, per rubarne tecnologie o dati segreti.
Quest'ultima attività era quella maggiormente retribuita poiché era anche quella più rischiosa. Assaltare una nave della corporazione ebraica per rubare qualche nuovo progetto, per sistemi di raffreddamento di generatori più efficienti, infatti, poteva sembrare un lavoretto facile.
Qualche rabbino indaffarato a contare le piastre ricavate dal loro ultimo grande affare, o a esaminare qualche diamante estratto da qualche asteroide, era un immagine tutt'altro che minacciosa.
Nell'ultima missione che Anzor e Nbisi affrontarono insieme commisero il grave errore di sottovalutarli.
Anzor ripensava a quell'esperienza andando a ripescare i dati nel memorizzatore.
Anzor non lo rivide più da allora; in seguito furono impegnati in commissioni diverse e non ebbero più occasione d'incontrarsi.
Ma era arrivato il momento di controllare le email.
Il mercenario si connetté rapidamente a internet tramite il suo memorizzatore olografico, ed immediatamente gli apparve la faccia di Nbisi con il suo bell impianto artificiale che occupava più della metà del volto sul lato sinistro.
Anzor ascoltò il messaggio.
>
L'email sorprese molto Anzor, poiché in tanti anni Nbisi non si era mai raccomandato di mancare ad una missione; sapeva perfettamente quanto egli fosse meticoloso.
Infatti Anzor sarebbe arrivato a Moon City, per la riunione, anche rubandola un astronave se fosse stato necessario.
Nel suo delicato lavoro la reputazione, e quindi il curriculum, erano tutto.
Il mercenario aveva notato che il caro collega era decisamente nervoso e questa insolita situazione lo riempiva ancora di più di dubbi.
Indossò i suoi abiti magnetici, prese poche piastre e il suo memorizzatore olografico, e si recò al livello indicatogli dall'amico.
La sezione C.E.M della stazione spaziale era decisamente pittoresca.
La corporazione per la sua politica, infatti, faceva fatica a rispettare le normative ONU impostagli, e sulla stazione spaziale queste contraddizioni emergevano tutte.
Locali per il gioco d'azzardo mascherati da normali bar, mercenari della peggior specie che si fingevano innocui turisti spaziali, androidi p********e che riuscivano ad esercitare la loro professione, negli hotel della stazione, nessuno sapeva bene in che modo, e ricchi papponi sorridenti che ingrossavano il loro portafoglio di piastre.
Anzor trovò subito il locale, che aveva ampia insegna olografica, ed era estremamente appariscente, alla maniera che solo i capitalisti della CEM sapevano fare.
Il posto era molto affollato.
Era un covo di mercenari e papponi della peggior specie, ma al balcone a bere potevi vedere anche qualche legionario dell'impero e qualche rabbino.
Era molto comune che quelli delle altre corporazioni si concedessero un po' di svago in questo tipo di locali.
Sulla Terra la cosa era diventata praticamente impossibile per molti, per via della silenziosa guerra, che alcune fazioni portavano avanti contro la corporazione mercantile.
Ma più ti allontanavi dalla casa madre, più tutto era concesso.
Si dice, infatti, che su Alba Nuova la grande colonia comune, costruita su Marte, se cercavi bene, potevi trovare nei bar della CEM membri della fratellanza islamica e addirittura inquisitori vaticani.
Questa cosa poteva sembrare incredibile a molti, ma per Anzor era assolutamente normale.
> ripeteva spesso il mercenario, quando discuteva dell'argomento.
Anzor incrociò lo sguardo con Nbisi, che seduto al bancone del bar, discuteva animatamente con il barista, con già molti bicchieri di fianco.
Nbisi si accorse della sua presenza e lo identificò, prima con il suo occhio artificiale, poi con quello vero, e gli face un cenno di invito.
> gli disse Anzor.
> rispose Nbisi.
> gli chiese Anzor fingendo di essere sorpreso.
>.
Anzor si sedette, ma la curiosità che il mercenario nutriva per la misteriosa commissione era molta, così domandò immediatamente.
>
> rispose Nbisi che evidentemente era più desideroso di farsi quattro chiacchiere con il vecchio amico che di parlare subito di lavoro.
Anzor decise di trattenersi dall'argomento ancora qualche tempo.
L'uomo trovò Nbisi in ottima forma e di buon umore.
Lo aggiornò sulle sue ultime commissioni.