5.

2600 Parole
lunedì 24 marzo 2070: Tim Howard giaceva sul lettino dell'infermeria dell'incrociatore della CEM Elixyr 4. Il medico robotico Fred lo stava medicando, dopo la brutta esperienza sull'astronave octopode, nella quale aveva perso il braccio. Nbisi e Anzor si trovavano sul posto per sincerarsi delle condizioni del collega. >disse Fred, il quale continuò. > Nbisi decise di sdrammatizzare la situazione. > Ci fu una risata all'interno dell'infermeria. La missione era andata a buon fine e l'atmosfera che si respirava era decisamente allegra Nbisi aggiornò Howard della situazione. Il mercenario si era appena risvegliato dalla potente dose di sedativi somministrata. > > puntualizzò Anzor. > riprese Nbisi. > > domandò Howard con tono di voce stanco. > rispose Nbisi. >. Howard annui con la testa, poi chiuse gli occhi. > disse il medico robotico mentre preparava una altra iniezione di antibiotici. Nbisi e Anzor guardarono il collega per l'ultima volta e uscirono insieme dall'infermeria. I due stavano attraversando i corridoi dell'Elixyr quando Anzor parlò all'amico. > Nbisi lo guardò di sfuggita, era anche esso preso dai molti pensieri su quello che si sarebbe dovuto fare successivamente. Aveva deciso di attendere che le analisi fossero complete. > Nbisi, mentre spiegava il suo piano notò la faccia seria e pensierosa dell'amico e domandò sarcastico. Per quello penso che dovrai aspettare.>> > rispose Anzor nella stessa sarcastico modo. > Nbisi scoppiò in una risata fragorosa, poi disse. > Anzor lo interruppe di nuovo con espressione seria e accigliata. > Nbisi fermò il suo passo di colpo come traumatizzato. L'amico sapeva bene come ferirlo nell'orgoglio e con quest'ultime parole c'era riuscito in pieno. Questa specie di gioco di offendersi a vicenda per scambiarsi le proprie idee i due lo portavano avanti fin da quando si erano conosciuti. Nbisi guardò il collega con volto serio e disse. > Anzor annuì con la testa e si congedò dirigendosi verso il suo alloggio. Il mercenario non aveva dubbi che l'amico avrebbe risposto alla sua provocazione impartendogli un freddo ordine. Erano amici da molti anni e avevano partecipato a molte commissioni insieme. C'erano molte difficoltà, tra di loro, nel mettere da parte i loro rapporti personali per rispettare la pura gerarchia. Due ore dopo tutto l'equipaggio, ad esclusione di Tim Howard, che riposava in infermeria, si ritrovò nella sala riunioni. Nbisi notò con soddisfazione che gli uomini scherzavano e ridevano tra di loro. Il buon esito della missione, fino a questo momento, li aveva probabilmente rincuorati. Il professore se ne stava, invece, tutto serio, e indaffarato sul pannello di controllo ologrammi. Il mercenario riconobbe su un tavolino l'arma che aveva ferito Howard. > interruppe Nbisi. > Nbisi non riuscì a finire la frase, che l'equipaggio scoppio in un applauso fragoroso. Schizzo aggiunse qualche fischio di incitamento allo spettacolo. Nbisi alzò le mani per riportare la calma ma non condannò il gesto, sentendosi, anche lui estremamente soddisfatto per il buon esito della missione. > Nbisi interagì con un pannello e un ologramma della nave aliena comparve sopra il tavolino della sala riunioni; in seguito continuò la sua esposizione. > Quando Nbisi ebbe terminato la sua esposizione, il professore si alzò in piedi e cominciò ad interagire con l'ologramma. > Sania dimostrava tutto il suo interesse per l'esposizione con una serie di smorfie del volto, il professore lo notò e rispose con un espressione di disappunto, mentre Anzor era compiaciuto del comportamento della collega. > Schizzo interruppe il professore. Era eccitato come un bambino all'idea di fare una domanda. > Il professore lo guardò imbarazzato e rispose come si risponde ad un demente. > Sania non aveva proprio voglia di ascoltare il professore, e visibilmente annoiata gli pose una domanda. > Il professore la guardò visibilmente seccato, poi rispose alla domanda quasi a denti stretti. > Sania alzò le mani in segno di resa e il professore continuò. > > domandò Anzor. > rispose il professore. Il gruppo guardò il professore con aria perplessa, mentre Schizzo aveva spalancato gli occhi all'udire quella serie di incomprensibili parole e intervenne. > > riprese Smizak, cercando di calibrare meglio il linguaggio. > > disse Anzor. Il professore annui con la testa in segno di approvazione poi continuò. > Sania rise e intervenne di nuovo. La donna sembrava veramente disinibita a quel tavolino di uomini e rudi mercenari. > Anzor guardò il professore perplesso e domandò. > domandò di nuovo Anzor. Il professore rispose. > > esclamò Schizzo che già spalancava gli occhi all'idea della grana che gli sarebbe entrata nelle tasche. > concluse Smizak. > esclamo Sania applaudendo soddisfatta. > domandò Nbisi indicando l'arma che era appoggiata sul tavolino proprio davanti alle facce di tutti i presenti. > rispose il professore. > > esclamò Sania impugnando l'arma e osservandola con ammirazione. Il professore intervenne prontamente. > Sania ricollocò l'arma sul tavolino e disse quasi parlano tra se e se, quasi imbarazzata. > Nbisi era visibilmente soddisfatto. Il buon esito della missione lo aveva messo di buon umore. Parlò al gruppo. > Gli uomini si alzarono e uscirono dalla sala riunioni così rimasero solo Anzor e Nbisi. Anzor sedeva ancora al tavolino e non accennava a rialzarsi perciò Nbisi chiese chiarimenti. > > domandò Anzor. > rispose Nbisi scocciato per l'insistenza dell'amico su questo punto. > chiese nuovamente Anzor. Nbisi lo guardò stupefatto per qualche secondo, poi scosse la testa disperato e disse. > > Anzor si alzò dalla sua sedia. Aveva lasciato l'amico ammutolito. Nbisi si limitò ad annuire e fissare a testa bassa il tavolino, mentre Anzor lasciava la sala riunioni per ritornare al suo alloggio.
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