L'amore eterno

1545 Parole
Sarah   Arrivo a casa dieci minuti dopo. Entro nella doccia e lascio che l'acqua mi tolga di dosso la stanchezza e l'odore stantio del sangue.  Mi sono posta dei limiti. So che se avessi deciso di oltrepassare i miei limiti a quest'ora non sarei nel letto, da sola. Il forte desiderio di baciarla affiora sempre nei momenti meno opportuni, e devo controbilanciare con tutta la resistenza che ho per non cedere. Non so cosa mi sta succedendo, ma quando sono con lei mi sento una persona migliore.  Jenny dorme e cerco di non svegliarla. Non voglio addentrarmi nella sua situazione sentimentale: questa notte non ho testa.  Mi addormento con l'immagine del suo sorriso, e di quelle braccia che hanno rinvigorito il mio ego, almeno per un attimo.    L'indomani mi alzo presto, preparo la valigetta e m'incammino verso l'università. Il cielo è così grigio, di quel grigio malinconico che ti rende pensierosa.  "Chissà se verrà oggi," penso.  Dieci minuti dopo faccio il mio ingresso in università, e mi sorprende vederla già lì.  "Qui riesco quasi a concepire come un amore possa durare tutta una vita: mentre finora ero assolutamente convinto che nessun amore potesse resistere un anno"   Leggo ad alta voce poco dopo passeggiando per l'aula.  "Allora ragazzi, vorrei soffermarmi un attimo su questa frase. Cosa significa per voi "amore eterno?"  Mi guardano tutti con aria sbigottita. Il silenzio regna sovrano. Estraggo gli occhiali dalla borsa e riprendo a guardarli. "Andiamo, non siate timidi.", dico, "mica vi mangio.", aggiungo.  Un ragazzo alza la mano. "Si, tu lì in fondo. Lo indico con il dito dandogli la parola."  "L'amore eterno è una grande cazzata", afferma, ed esplode una fragorosa risata collettiva.  "Shh, silenzio, silenzio. Perchè è convinto di questo?", gli chiedo incuriosita.  "Perchè l'amore eterno poteva esserci un tempo, oggi le cose sono cambiate. Le donne mettono l'amore in secondo piano, gli uomini anche."  "In che senso?", lo esorto a continuare.  "Nel senso che non ci si vuole più impegnare. I sentimenti sono diventati qualcosa di utopico."  "Si, è vero.", prende la parola una ragazza.  "I sentimenti sono totalmente distorti nell'epoca odierna. Non ci si vuole fare del male, così si preferisce stare insieme per un pò e sperimentare, provare, non stabilizzarsi mai.", continua.  "E secondo voi dopo questa instabilità una persona non si sente più sola?", domando. "Dipende dai punti di vista. Se so di bastare a me stessa e di non volere altro se non semplici avventure posso stare così anche tutta la vita.", dice la ragazza.  "Per me invece è differente. Sono combattuto, perché c'è una parte di me che vorrebbe mettere radici, trovare l'amore, e d'altro canto invece ho paura di stare male ancora."  "L'amore è un rischio", sottolineo.  "Ha ragione, ma non sempre si può rischiare. Poi una persona si stanca.", continua.  "Quindi, ricapitolando, per voi l'amore eterno non esiste."  "Per me no.", esclama il ragazzo.  "Per me sì", ribatte improvvisamente Rose che sino a quel momento era stata in silenzio.  "Perchè esisterebbe per te?"  Ci riflette un attimo.  "Perchè quando sai di avere un legame forte con una persona non puoi fare a meno di amarla per sempre. Darsi l'un l'altra: è questo il principio base del vero amore." "Continua.", la esorto guardandola negli occhi.  "Non dico che l'amore eterno deve essere perfetto, ma per essere chiamato tale bisogna sostenersi a vicenda, esserci nei momenti difficili e nei momenti felici. Prendiamo Romeo e Giulietta ad esempio."   "Non credo che sia una buona idea prendere loro come esempio", la interrompo. "No, invece io credo che sia l'esempio perfetto. Il loro amore era così puro, eppure così contrastato. Avrebbero potuto perdersi, concedersi ad altri, rassegnarsi all'idea di non poter stare insieme, eppure non l'hanno fatto, hanno lottato, rischiato, pagato a caro prezzo perché potessero stare insieme. Non è amore eterno il loro?"  "E il sacrificarsi per la famiglia? Dov'è qui?", le chiedo d'un tratto.  Mi guarda e per la prima volta colgo un leggero senso di insicurezza nei suoi occhi, come fulmine a ciel sereno.  Approfitto dell'occasione. "Lei ieri ha più volte affermato che per amore della famiglia sarebbe disposta a sacrificarsi, mettendo al primo posto la felicità altrui prima della sua, giusto?", mi avvicino a lei.  "Certo, l'ho detto. Ma... ma qui parliamo di un argomento diverso. L'amore eterno resta anche se due persone non possono stare insieme."  "E a cosa serve se devo essere infelice? Il valore, il prezzo di quell'amore così puro, come lo definisce lei, viene sovrastato dal peso dell'infelicità."   Capisco di stare andando troppo oltre. Non voglio che finisca come ieri, perciò mi fermo.  Lei resta in silenzio. ""Io lo amo più di me stessa, Ellen; e lo so da questo: tutte le sere io prego di potergli sopravvivere, perché preferirei essere infelice io, piuttosto che saperlo infelice. È la prova che l'amo più di me stessa" , legge ad alta voce mentre sto per voltarmi verso la lavagna.  "Non è vero amore questo?", esordisce. Mi volto nuovamente verso di lei, e per la prima volta mi chiedo chi sia veramente questa ragazza che prontamente giorno dopo giorno sta mandando a puttane tutte le teorie e le bugie che ho costruito in così tanti anni.  Questa volta resto in silenzio io, la guardo e lei sorride soddisfatta. per l'aula.  "Allora ragazzi, vorrei soffermarmi un attimo su questa frase. Cosa significa per voi "amore eterno?"  Mi guardano tutti con aria sbigottita. Il silenzio regna sovrano. Estraggo gli occhiali dalla borsa e riprendo a guardarli. "Andiamo, non siate timidi.", dico, "mica vi mangio.", aggiungo.  Un ragazzo alza la mano. "Si, tu lì in fondo. Lo indico con il dito dandogli la parola."  "L'amore eterno è una grande cazzata", afferma, ed esplode una fragorosa risata collettiva.  "Shh, silenzio, silenzio. Perchè è convinto di questo?", gli chiedo incuriosita.  "Perchè l'amore eterno poteva esserci un tempo, oggi le cose sono cambiate. Le donne mettono l'amore in secondo piano, gli uomini anche."  "In che senso?", lo esorto a continuare.  "Nel senso che non ci si vuole più impegnare. I sentimenti sono diventati qualcosa di utopico."  "Si, è vero.", prende la parola una ragazza.  "I sentimenti sono totalmente distorti nell'epoca odierna. Non ci si vuole fare del male, così si preferisce stare insieme per un pò e sperimentare, provare, non stabilizzarsi mai.", continua.  "E secondo voi dopo questa instabilità una persona non si sente più sola?", domando. "Dipende dai punti di vista. Se so di bastare a me stessa e di non volere altro se non semplici avventure posso stare così anche tutta la vita.", dice la ragazza.  "Per me invece è differente. Sono combattuto, perché c'è una parte di me che vorrebbe mettere radici, trovare l'amore, e d'altro canto invece ho paura di stare male ancora."  "L'amore è un rischio", sottolineo.  "Ha ragione, ma non sempre si può rischiare. Poi una persona si stanca.", continua.  "Quindi, ricapitolando, per voi l'amore eterno non esiste."  "Per me no.", esclama il ragazzo.  "Per me sì", ribatte improvvisamente Piper che sino a quel momento era stata in silenzio.  "Perchè esisterebbe per te?"  Ci riflette un attimo.  "Perchè quando sai di avere un legame forte con una persona non puoi fare a meno di amarla per sempre. Darsi l'un l'altra: è questo il principio base del vero amore." "Continua.", la esorto guardandola negli occhi.  "Non dico che l'amore eterno deve essere perfetto, ma per essere chiamato tale bisogna sostenersi a vicenda, esserci nei momenti difficili e nei momenti felici. Prendiamo Romeo e Giulietta ad esempio." "Non credo che sia una buona idea prendere loro come esempio", la interrompo. "No, invece io credo che sia l'esempio perfetto. Il loro amore era così puro, eppure così contrastato. Avrebbero potuto perdersi, concedersi ad altri, rassegnarsi all'idea di non poter stare insieme, eppure non l'hanno fatto, hanno lottato, rischiato, pagato a caro prezzo perché potessero stare insieme. Non è amore eterno il loro?"  "E il sacrificarsi per la famiglia? Dov'è qui?", le chiedo d'un tratto.  Mi guarda e per la prima volta colgo un leggero senso di insicurezza nei suoi occhi, come fulmine a ciel sereno.  Approfitto dell'occasione. "Lei ieri ha più volte affermato che per amore della famiglia sarebbe disposta a sacrificarsi, mettendo al primo posto la felicità altrui prima della sua, giusto?", mi avvicino a lei.  "Certo, l'ho detto. Ma... ma qui parliamo di un argomento diverso. L'amore eterno resta anche se due persone non possono stare insieme."  "E a cosa serve se devo essere infelice? Il valore, il prezzo di quell'amore così puro, come lo definisce lei, viene sovrastato dal peso dell'infelicità." Capisco di stare andando troppo oltre. Non voglio che finisca come ieri, perciò mi fermo.  Lei resta in silenzio. ""Io lo amo più di me stessa, Ellen; e lo so da questo: tutte le sere io prego di potergli sopravvivere, perché preferirei essere infelice io, piuttosto che saperlo infelice. È la prova che l'amo più di me stessa" , legge ad alta voce mentre sto per voltarmi verso la lavagna.  "Non è vero amore questo?", esordisce. Mi volto nuovamente verso di lei, e per la prima volta mi chiedo chi sia veramente questa ragazza che prontamente giorno dopo giorno sta mandando a puttane tutte le teorie e le bugie che ho costruito in così tanti anni.  Questa volta resto in silenzio io, la guardo e lei sorride soddisfatta. 
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